“Non ci penso minimamente”. Piero Angela, chapeau! Al popolare conduttore tv propongono la poltrona di senatore a vita


 

Ottantotto anni e non sentirli. Anzi, dopo aver ammaestrato generazioni con i suoi programmi, Piero Angela continua la sua corsa con più energia che mai. Universalmente apprezzato al punto che, nei giorni scorsi il quotidiano Il Foglio, facendosi interprete di questa stima diffusa, aveva lanciato un appello al Capo dello stato per la nomina a senatore a vita. In una intervista al Corriere della Sera dice di aver scritto al direttore Claudio Cerasa: “L’ho ringraziato, ma lasciamo stare, desidero continuare con il mio lavoro. Faccio un altro mestiere, stiamo registrando “Speciale Superquark”, non sono fatto per le gerarchie”. E ancora: “Alla Rai ho rifiutato, negli anni, la direzione di un telegiornale e di una rete… non sono fatto per certi ruoli”. Poi, sulla politica, l’affondo più duro: “Nel libro (A cosa serve la politica, Mondadori 2011) ho raccontato un fatto molto semplice. La politica, nei secoli e nei millenni, non ha mai concretamente migliorato le condizioni di vita della gente comune. Non ha mai prodotto ricchezza né benessere. La base è rimasta povera, ignorante, malata, analfabeta”. (Continua dopo la foto)







“Tutto è cambiato quando, sulla scena del mondo, sono apparse le macchine e l’energia che hanno moltiplicato pani e pesci – continua il presentatore – Quando mio padre era giovane, in Italia i contadini erano il 70% della popolazione, oggi appena il 4%, gli analfabeti erano l’80%, oggi c’è la scuola di massa. Oggi la politica può essere molto importante solo se favorisce questo processo: cioè gestire e distribuire bene la ricchezza che nasce da tecnologia ed energia. Ma se le maggioranze cambiano continuamente, si litiga e si parla solo di legge elettorale, nessun progetto vero diventa possibile”. E continua con un tema che gli sta particolarmente a cuore, quello della scuola e dell’istruzione. (Continua dopo le foto)






 



 

“Si parla continuamente di precari, di scuola laica o cattolica, di sicurezza degli edifici. Ma rarissimamente del vero problema: cioè come migliorare il livello e la qualità dell’insegnamento. E poi, in generale, in Italia non si premia il merito, il valore, l’autentica capacità. Il risultato? Francesco Giavazzi lo ha spiegato molto bene giorni fa sul Corriere della Sera: se la produttività è l’indice dell’efficienza di un Paese, ebbene l’Italia è ferma da quindici anni. Altri Paesi, con gli stessi mezzi, hanno saputo fare ben di più e assai meglio. Da cittadino vedo l’incapacità della politica italiana di far emergere le mille potenzialità che ha il nostro Paese, pieno di gente in gamba- Oggi la politica italiana sembra un continuo, direi patologico, gioco al massacro… una costante distruzione dei progetti degli altri. Così è impossibile mettere al centro il Paese, il futuro delle nuove generazioni”.

“Inarrestabile”. A 89 anni Piero Angela stupisce tutti così. “Sovrumano, ce la fa ancora!”. L’indiscrezione è servita: che forza!

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