“Quello stupro? Una bambinata”. 15enne violentata da 12 coetanei tra cui il fidanzatino. La sua vita distrutta e la famiglia costretta lasciare il paese del Napoletano per trasferirsi all’estero


 

“Ma quale stupro di gruppo. Solo una bambinata che ormai è passata”. Le parole choc del sindaco di Pimonte, paese di 6mila abitanti in Campania nelle vicinanze di Castellamare di Stabia, pronunciate nella puntata de “L’aria che tira” del 3 luglio fanno il giro d’Italia e indignano, arrivando fino al parlamento dove la Celeste Costantino, deputata Sinistra Italiana, e Stefania Fanelli dell’associazione Frida Kahlo La città delle pari opportunità le definiscono: “Inquietanti”. I fatti, che risalgono a 12 mesi fa, raccontano di una ragazzina di 15 anni abusata da 12 suoi coetanei tra cui il fidanzato. Uno choc tale da costringere la ragazzina a trasferirsi in Germania con la sua famiglia per ritrovare serenità dopo che, nei giorni scorsi, tre dei violentatori erano ritornati in paese. “Dalla condanna in poi la comunità, anziché stringersi intorno a lei, l’ha stigmatizzata ed esclusa socialmente per un danno che lei ha subito e non perpetrato, come ha avuto modo di constatare il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Campania, Cesare Romano”, spiega Celeste Costantino. (Continua dopo la foto)



In tv, come detto, il sindaco di Pimonte Michele Palummo, da poco rieletto primo cittadino nella tornata elettorale dello scorso mese di giugno, ha minimizzato la violenza derubricandola ad una bravata. Parole che hanno fatto breccia al punto da costringere il sindaco a tornare su quanto accaduto: “Intendo – scrive Palummo in una nota affidata a Repubblica – prima di ogni altra cosa-porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza per aver utilizzato, durante l’intervista a La 7, un’espressione infelice, assolutamente impropria e che non era affatto riferita a quanto le è purtroppo capitato”. (Continua dopo le foto)


 


 

Poi continua: “E’ un’espressione che non rispecchia affatto il mio pensiero, in quanto condanno, per principio, ogni forma di violenza e di sopruso, tanto più se perpetrata contro una giovane donna; ho condannato l’episodio quando è successo lo scorso anno e continuo a ritenerlo oggi un fatto quanto mai grave”. Il sindaco si riserva di intraprendere altre inziative e aggiunge: “Ho 73 anni, sono padre e nonno di tre nipoti, ma soprattutto sono stato insegnante per ben 40 anni e la mia vita sono una chiara ed evidente testimonianza dei valori in cui credo e per i quali ho vissuto e continuo a vivere. Intendo, inoltre, ribadire che Pimonte è un paese pulito, sano, fatto di persone perbene, di onesti lavoratori”. “La violenza capitata -conclude – che condanno senza mezzi termini, rappresenta un caso isolato, sicuramente una pagina buia della nostra storia. Ma non abbiamo intenzione di arrenderci, lavoreremo instancabilmente per migliorare il tessuto sociale della nostra comunità e per evitare che episodi del genere si ripetano in futuro”.

“Ecco la cannuccia antistupro”. Tre ragazze hanno dato vita a una piccola rivoluzione e ora stanno facendo il giro del mondo. L’idea è veramente geniale. Come funziona