“Primi casi di intossicazione alimentare”. Allerta tonno in Italia, il Ministero diffonde una nota per segnalare quanto sta accadendo: ecco quali sono i lotti da evitare assolutamente. Tutti i dettagli


 

Il Ministero della salute ha diffuso un comunicato per annunciare il ritiro dal commercio del “filetto tonno pinne gialle qualità extrataglio misto” della TRIVARIS SL in confezioni sotto vuoto con peso variabile. Ci sono stati infatti i primi casi di intossicazione alimentare causata dall’eccesso di istamina in tranci di tonno a pinne gialle decongelato importato dalla Spagna. Come specifica, “Lo Sportello Della Salute”, il lotto coinvolto è il T154-17, e riporta sulle confezioni come data di scadenza 01.11.2018. Solo ieri, l’Italia aveva segnalato al Rasff (il Sistema di allerta alimentare rapido europeo) la presenza di ben 6 partite di tonno contaminato da istamina sempre provenienti dalla Spagna. Sarebbe stata rilevata in una concentrazione fino a 1860 mg/kg-ppm nei lombi di tonno albacora confezionati sottovuoto (Thunnus albacares). La presenza di istamina in diverse concentrazioni (180; 167; 129; 127; 113 mg / kg – ppm) è stata riscontrata anche in altre partite di lombi di tonno albacora scongelati (Thunnus albacares) sempre di provenienza iberica. (Continua a leggere dopo la foto)



Già lo scorso 12 maggio il Ministero della salute spagnolo (AECOSAN) aveva diramata un comunicato, ripreso sul sito del Ministero italiano, che focalizzava l’attenzione sul rischio da intossicazione alimentare legato al consumo di tonno fresco con alti livelli di istamina. Questo focolaio di sindrome sgombroide in Spagna avrebbe già colpito 155 persone. L’istamina provoca una forma di avvelenamento e si manifesta attravetso la cosiddetta sindrome sgombroide, così definita dalle autorità sanitarie: “Si tratta di una patologia simil-allergica risultante dall’ingestione di pesce alterato che contiene istamina. In molti casi la sintomatologia è auto limitante. Sintomi più severi possono presentarsi in soggetti asmatici o allergici in generale”, come specifica il Ministero della Salute. (Continua a leggere dopo le foto)



 

All’intossicazione da istamina contribuisce dunque il consumo di pesce crudo mal conservato o semplicemente non più fresco: a causa del deterioramento delle carni, per la cattiva conservazione o semplicemente perché il pesce è vecchio, si sviluppa il focolaio della contaminazione. Il problema riguarda soprattutto il tonno e il pesce azzurro, dalle sarde alle palamite, sgombri, tombarelli. Si attendono ora ulteriori indicazioni da parte del Ministero. Quel che è certo è che serve risonanza tra la popolazione affinché nessuno consumi quelle partite di tonno incriminate.

 

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