“Sulla mia bara, deve essere lì”. Quel grande desiderio di Paolo Villaggio per il momento della sua morte. Ecco cosa aveva chiesto


 

“Quando mi chiedono di lui, un po’ per vergogna, sono portato a dire che non lo farò più ma la verità è che è uno dei personaggi più importanti e celebrati degli ultimi cinquant’anni”. Così Paolo Villaggio parlava del suo ‘doppio’ cinematografico il ragionier Ugo Fantozzi, nel 1999, quasi vent’anni fa, presentando ‘Fantozzi 2000′, decimo e ultimo capitolo della fortunata saga da lui ideata e interpretata. Le critiche al suo personaggio più celebre non lo toccavano: ”L’Italia è un paese che si irrita molto quando qualcuno non muore o si ricicla – spiegava – non amiamo le vecchie glorie come accade negli altri paesi, c’è sempre un po’ di rancore che va via solo con la morte. È accaduto con Totò, disprezzato in vita ma poi elogiato fino all’esagerazione da morto. La Loren è l’unica gloria un po’ amata. Vuol dire che ci celebreranno dopo morti”, diceva, aggiungendo con orgoglio: “Io voglio il basco di Fantozzi sulla bara”. Parlando ancora del ragioniere più famoso d’Italia, Villaggio diceva: “Fantozzi ha avuto la qualità rara di esorcizzare il timore di vivere in questa società, il potere terapeutico di dire a tutti che non ce la facciamo ad essere felici nel modo in cui ci viene imposto con una violenza assoluta secondo la cultura americana basata sulla corsa al successo e al denaro”. (Continua a leggere dopo la foto)








 

Fantozzi, osservava ancora Villaggio “è un eroe che vive in una realtà orribile ma – concludeva- rappresenta il miglior modo di sopravvivere alla cultura della bellezza e del potere”. A parlare delle ultime volontà del comico erano stati in queste ore anche i figli: “Come vorrebbe essere ricordato? Con un funerale a San Pietro – aveva detto Elisabetta – “Diceva spesso scherzando: se devo avere un funerale in chiesa, lo voglio a San Pietro. Ora è libero di nuovo di vagare con la sua mente, perché nell’ultimo periodo stava male”. Parlando della malattia che affliggeva il genitore l’altro figlio Piefrancesco aveva invece spiegato: “Si è curato poco e male”. (Continua a leggere dopo la foto)




 


 

“Lo sapeva ma non ha fatto niente per impedirlo – ha aggiunto Pierfrancesco, ricordando che “all’ultimo papà non voleva stare da solo. In questo periodo la famiglia gli è stata sempre vicina”. I due hanno poi confermato di aver ricevuto nelle ultime ore tantissimi messaggi di cordoglio per il lutto che li ha colpito: colleghi, vip, politici. In tanti si sono affrettati a telefonare o inviare un messaggio. Con loro, migliaia di persone cresciute con gli inimitabili personaggi ai quali Paolo aveva dato vita, su tutti il ragionier Ugo Fantozzi e la sua saga di disavventure sul grande schermo, ruolo che gli era valso innumerevoli riconoscimenti anche da parte della critica.

“Ecco com’è morto papà”. A poche ore dalla scomparsa di Paolo Villaggio, tra le lacrime, parlano i figli

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