Cena di classe di fine anno: le amiche organizzano una cenetta per divertirsi un po’, ma decidono di escludere una ragazza in particolare. Il motivo? È da brivido, ma quello che le hanno fatto dopo è anche peggio. Genitori sotto choc: “Vanno fermate”


 

Una vera crudeltà, un fatto che nessun ragazzino dovrebbe mai subire, ma quello che è successo a un’adolescente di Parma rappresenta davvero una pagina molto triste della cronaca. Alla fine dell’anno scolastico si organizzano sempre cene di saluto tra studenti e da quando esistono i telefonini e WhatsApp l’organizzazione è diventata più semplice, grazie alla possibilità di creare le chat di gruppo. Così tutti i compagni della seconda superiore di un istituto scolastico parmense, come riportato dalla Gazzetta di Parma, si sono messi d’accordo, ma una ragazzina disabile è stata esclusa dalla cena di classe. La giovane si è vista arrivare sul cellulare un messaggio dalle compagne che diceva che la sua presenza non sarebbe stata gradita perché avrebbe dovuto essere accompagnata da un genitore. Nonostante la giovane avesse rassicurato tutti che mamma e papà se ne sarebbero stati in disparte, le ‘amiche’ si sono scatenate con una serie di messaggi crudeli. Questo è quanto sostengono i genitori in base a una conversazione scoperta sulla chat di WhatsApp dove, appunto, hanno trovato vari messaggi da parte di alcune studentesse alla loro figlia in sedia a rotelle. (Continua a leggere dopo la foto)







Padre e madre, che hanno denunciato il fatto alla polizia postale, parlano di bullismo e rivelano quanto avvenuto. Il caso risale all’11 giugno. “È nostra intenzione fare una cena di classe, anche magari per parlare di altro invece che di scuola, e preferiremmo che non ci siano genitori, ma dal momento in cui deve essere presente una figura per te, non vorremmo che tu venissi. Da tutta la classe”. Questo il primo messaggio rivolto alla 16enne disabile che risponde alle compagne confermando la sua presenza: “Io sono una persona come tutte le altre. Mia mamma esce, poi per andare in giro sola prendo la carrozzina elettrica e quando ho bisogno la chiamo al telefono”. “Ma hai capito il senso del messaggio?”; “Con la comprensione siamo messi un po’ male”; “E poi dobbiamo camminare tanto poi stiamo in centro”; “Perche? non hai detto prima che avevi la carrozzina elettrica? Non siamo andate in gita per questo!”; “Ci prendi per il c*?” sono alcune delle repliche umilianti e offensive che i genitori hanno letto increduli il giorno dopo sul telefono della figlia. (Continua a leggere dopo le foto)





 

A seguito dell’accaduto la scuola ha preso atto dei fatti e detto ai genitori della 16enne di fare denuncia alla polizia postale, ma non si è potuto procedere perché non si sarebbe trattato di un fenomeno reiterato tale da configurare reati di stalking, bullismo o atti persecutori. I familiari hanno scritto anche al provveditore Maurizio Bocedi. “È necessario che quelle ragazze siano recuperate, rese consapevoli dell’accaduto. Non è un caso personale, è un caso sociale”. Poi spiegano: “Siamo increduli e disgustati – dicono -. Nella chat c’è una escalation di accuse, una cattiveria ingiusta e gratuita che sicuramente ha avuto inizio ben prima della fine della scuola”. Impossibile, per ora, l’intervento degli organismi scolastici perché già concluso l’anno. I genitori sbottano: “Non devono continuare ad agire così”.

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