Adozioni gay, ‘due mamme’ per una bambina. Arriva l’ok del tribunale di Venezia che, però, pone una condizione. Voi che ne pensate?


 

Una sentenza destinata a far discutere. Il Tribunale per i Minorenni di Venezia ha accettato la richiesta di adozione di una bambina da parte di una coppia omosessuale. La richiesta era stata presentata dalla compagna di una donna veneta già mamma a tutti gli effetti della piccola. La sentenza è soltanto una delle tante a favore della cosiddetta stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner), rifiutata dal parlamento italiano durante l’iter che portò all’approvazione delle unioni civili. A raccontare la storia un articolo pubblicato dall’Huffington post. Tuttavia all’interno della sentenza si può leggere un passaggio che pur non avendo alcuna conseguenza giuridica è destinato a far discutere. Il giudice virgoletta una frase estrapolata dalla relazione degli assistenti sociali che somiglia ad una raccomandazione per le due donne: “Siano consapevoli che dovranno avere un atteggiamento aperto verso l’identità di genere della bambina, per permetterle uno sviluppo adeguato e l’opportunità di relazionarsi con persone a orientamento non omosessuale”. (Continua dopo la foto)







“Per questo parliamo di “vittoria parziale” – ha commentato con una nota l’avvocato Valentina Pizzol – è stato un brutto scivolone quella raccomandazione, assolutamente superflua e peraltro ricca di errori perché si confonde l’identità di genere della bambina con l’identità sessuale. Purtroppo è l’ennesima dimostrazione di una lacuna di informazioni che attraversa tutta la società su queste tematiche. Anche perché appare evidente che la coppia frequenterà anche coppie di genitori eterosessuali essendo al massimo una decina in tutta Italia le coppie con figli dello stesso sesso”. Tuttavia si tratta della prima sentenza favorevole ad una coppia omogenitoriale nel veneto. (Continua dopo le foto)




 


 

 

 

Per questo l’avvocato Valentina Pizzol definisce il pronunciamento come “destinato a fare scuola” e continua: “Sono molto felice per questa coppia e per la bambina – ha continuato l’avvocato Pizzol che insieme al collega Umberto Saracco ha gestito la causa – perché la madre biologica non ha una famiglia alle spalle e quindi nella malaugurata ipotesi di decesso la bimba sarebbe tolta a quella che di fatto è la sua seconda madre, quella che l’ha cresciuta, e data in affido ad estranei”. Le due donne, di 37 e 31 anni, vivono in provincia di Venezia e hanno una relazione dal 2006.

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