“È entrata in acqua e poi è sparita”. È purtroppo la prima tragedia dell’estate 2017. Arriva in spiaggia molto presto, come ogni mattina. Ma quando arrivano i bagnini la trovano così. Il dispiacere per quella donna che conoscevano tutti


 

Ogni anno il mare miete delle vittime in Italia. Tante delle quali durante le prime ore del giorno, quando i più sportivi e attenti decidono di sfidare le onde e la fatica da soli, senza bagnini o qualcuno che possa avvertire i soccorsi in caso di problemi. Si sospetta una congestione o un terrificante attacco di cuore, ma per una donna di 76 anni di Villa Vicentina non c’è stato niente da fare. È lei la prima vittima del mare quest’estate e le circostanze in cui ha cessato di vivere d’altro canto, sono curiose: la donna è morta questa mattina dopo essersi immersa nel mare di Grado. La disgrazia è capitata nelle acque poste di fronte allo stabilimento balneare principale a pagamento della G.I.T, quando ancora il servizio di soccorso non era attivo e garantito. La signora è stata trovata galleggiare esanime dai bagnini solo verso le 8.30, non appena hanno preso servizio. Gli immediati soccorsi e i diversi tentativi di rianimazione non hanno purtroppo potuto fare nulla. Sul posto per le verifiche sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di porto di Grado che sono rimasti in attesa delle disposizioni del magistrato per la rimozione della salma. (Continua dopo la foto)



Foto di repertorio

La donna era molto conosciuta in zona ed era solita recarsi la mattina presto sulla battigia per fare ginnastica e una nuotata rigenerante. Una consuetudine in genere molto benefica per il nostro organismo che, se fatta nelle prime ore del giorno, garantisce una carica naturale per tutto il resto della giornata. Eppure farlo troppo presto è molto rischioso, soprattutto per via del fatto che senza nessuno nelle vicinanze, chiamare aiuto in caso di emergenza (come in questo caso) risulta impossibile. Una storia che per certi versi ricorda una vicenda che abbiamo raccontato solo qualche giorno fa: quella esemplare, struggente e commovente di Brandy Mosley. La donna che nel tentativo disperato di salvare il figlio ha perso la vita. Il bambino era sul bagnasciuga e giocava con la sabbia e con l’acqua, ma in un attimo un’onda lo ha travolto, trascinandolo nell’acqua. (Continua dopo le foto)


Foto di repertorio


Foto di repertorio

 

A quel punto la 33enne si è lanciata e con tutto il fiato che aveva in gola si è tuffata per mettere in salvo suo figlio. Brandy è stata brava, è stata coraggiosa. Dentro l’acqua ha lottato per strappare il piccolo dalle onde e ci è riuscita, lo ha riportato verso la riva dove il parente che li accompagnava è riuscito a prenderlo e infine a trarlo in salvo. Ma Brandy? Lei purtroppo è rimasta lì e l’oceano se l’è portata via. La donna, infatti, nonostante tutti gli sforzi non è riuscita a tornare indietro ed è annegata. Immediatamente, sono stati chiamati i soccorsi e invano hanno cercato di recuperare il suo corpo dai flutti. Due storie, lo stesso destino. Il mare non perdona, lo sanno tutti.

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