Porta in casa (a Roma) un transessuale e con lui si abbandona a due giorni di sesso sfrenato e droga. Poi, però, ecco che l’ospite all’improvviso accusa un grave malore. E la storia prende una piega terribile


 

Un malore fatale dopo due giorni di sesso sfrenato con una persona che aveva conosciuto per caso. Così è morto a Roma un transessuale. Un caso davvero drammatico, considerando anche quanto successo dopo il decesso: il cliente che si trovava con lui, un uomo di origini abruzzesi, ha tentato di nascondere il tutto occultando il cadavere all’interno di un cassonetto dell’immondizia, nel quale l’ha gettato per poi far finta di niente e lasciare la zona. Ma qualcuno ha notato i suoi movimenti sospetti e così si è ritrovato in grossissimi guai. Protagonista dell’incredibile vicenda raccontata sulle pagine de Il Messaggero è A.L. di 50 anni, uomo dell’Aquila del quale sono state diffuse soltanto le iniziali per tutelare i figli minorenni. Residente nella capitale, quartiere di Settecamini, viveva in un appartamento confortevole preso in affitto per evitare le difficoltà legate al pendolarismo.Tutto è successo nel corso della scorsa estate, anche se i retroscena sono stati resi noti solo ora: l’uomo aveva deciso di passare due notti con un transessuale di 30 anni, ma prima di arrivare a Settecamini i due aveva acquistato alcune dosi di cocaina per consumarle insieme. (Continua a leggere dopo la foto)






La seconda notte, sfinito, il 50enne aquilano era poi uscito di casa per andare a cercare qualcosa da bere. Due ore dopo il rientro a casa e la drammatica scoperta: il transessuale era infatti morto con una profonda ferita lacero contusa alla testa, provocata dalla base di un grosso ventilatore a stelo sul quale era caduto dopo aver accusato un malore. Preso dal panico il 50enne aveva così tentato di far scomparire in maniera ingenua il corpo, avvolgendolo prima in un tappeto e successivamente in un piumone per poi portarlo al di fuori dell’abitazione e disfarsene. Un piano goffo, considerando anche che nel frattempo si era fatto giorno e che passare inosservati era pressoché impossibile. (Continua a leggere dopo la foto)






 



 

A.L. aveva deciso lo stesso di portare fuori il corpo senza vita e adagiarlo nei pressi di un’isola ecologica, alla vista però di numerosi condomini nel popoloso quartiere. Il 50 enne era tornato una seconda volta sul posto per portare un cuscino da mettere sotto la testa del transessuale deceduto, così da non far sporcare il viso di sangue. Ma a quel punto si è trovato circondato dagli agenti di polizia, avvisati dai vicini. Si era dato alla fuga, ma era stato rintracciato poco dopo. Ora rischia di finire sotto processo per detenzione a fini di spaccio di cocaina, detenzione illegale di metadone, morte per conseguenza altro reato e occultamento di cadavere.

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