”Mi farà fuori, lo so”. Anna Rosa, uccisa nel 2010 dalla furia dell’ex compagno. Oggi la mamma racconta: ”Mia figlia poteva essere salvata. Ecco cosa aveva fatto quel mostro 5 anni prima”


 

Anna Rosa Fontana, 38 anni, era morta nel 2010, colpita dal suo ex convivente Paolo Chieco, 53 anni, con sei coltellate. Ma aveva cominciato a morire il 13 luglio del 2005, quando l’uomo, nell’ingresso di casa di lei, aveva cercato di ammazzarla con quindici coltellate, non riuscendovi solo perché i soccorsi erano stati rapidi e l’ospedale vicinissimo. L’uomo, all’epoca 53 anni, era stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione con l’accusa di tentato omicidio derubricato per lesioni personali in quanto non erano stati toccati gli organi vitali della donna. Chieco aveva scontato una pena di quattro mesi in carcere e un anno ai domiciliari a casa della madre. Ma successivamente aveva ripreso a perseguitare la donna con una serie di pedinamenti e minacce ricevendo quindi un provvedimento per stalking da parte della Questura di Matera in seguito alle numerose denunce effettuate dalla sua ex convivente. Il provvedimento inibitorio che impediva a Chieco di avvicinarsi alla donna a una distanza inferiore ai trecento metri non è stato però rispettato e la sera dell’8 dicembre del 2010 Maria Rosa è morta sotto la furia dell’uomo. (Continua a leggere dopo la foto)



Oggi a Giallo parla la madre della donna affermando che la tragedia si sarebbe potuta evitare. Il 6 dicembre Anna Rosa chiama la mamma: ”Ho paura, mi chiudo nel portone per nascondermi”.  Il giorno dopo la donna chiama più volte la polizia ma nessuno corre in suo aiuto e viene invitata a fare un’altra denuncia, la polizia così le dice di chiamare i carabinieri. Dopo una serie di telefonate in cui le viene ripetuta sempre la stessa cosa Anna Rosa alle 21.16 l’ultima disperata richiesta: ”Venite, veloce, mi vuole uccidere!”. Il centralino risponde: ”Ora mandiamo qualcuno”, ma è stato troppo tardi. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Ad assistere a questo orribile episodio di cronaca nera è il figlio più grande nato dal primo matrimonio e la sua fidanzata, che avvisano subito il 113 e il 118.  Prima di uccidere l’uomo nei giorni scorsi aveva nuovamente minacciato la sua ex compagna, avvistata in compagnia di un’altro uomo e aveva nuovamente chiesto di tornare a convivere. “O sarai mai o di nessuno”. Nella denuncia datata 7 ottobre Anna Rosa raccontava: ”Con aria minacciosa e sotto la pioggia, mi intimava di dargli il cellulare, poi prendeva la mia borsetta e la buttava lontano da me. Poi apriva il bauletto dello scooter e vi prendeva un paio di guanti neri, o comunque di colore scuro, ed una corda bianca. Mentre si infilava i guanti mi diceva: ‘Comincia a pregare perché per te oggi è finita’. Io ero tremendamente impaurita e lo scongiuravo di non farmi del male perché vedevo il suo sguardo perso nel nulla. Era lo stesso che aveva quando nel 2005 mi aveva inferto ben 15 coltellate dopo avermi appostato nel portone di casa di mia madre. Niente a me e niente a nessuno. Ti farò morire lentamente. Questa sera per te è finita. Allora, sei pronta vuoi dire le ultime preghiere? Stai diventando nera, stai morendo”.

L’uomo aveva palesato le sue intenzioni anche per strada, davanti ad altre persone, ma questo non è servito a niente. Poco dopo è arrivato il tragico epilogo di questa convivenza. Chieco sta scontando una pena di 30 anni, ma la famiglia di Anna Rosa non ci sta e ha chiesto un risarcimento ai ministeri dell’Interno e della Difesa per la negligenza di carabinieri e polizia. 

“Non so cosa mi è preso…”. Ancora un femminicidio anche alla vigilia di Natale. Con queste terribili parole ha confessato il terribile delitto. E nell’altra camera c’era la loro figlia di 4 anni. Una storia raccapricciante