“Ecco cosa è successo in quella casa”. Omicidio Erika Preti, a quattro giorni dal ritrovamento del cadavere della ragazza nella villetta di San Teodoro, il clamoroso colpo di scena che potrebbe dare una svolta decisiva al caso


 

A meno di una settimana dall’omicidio di Erika Preti, la ragazza trovata morta all’interno di una casa a San Teodoro (Sardegna) dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza con il fidanzato Dimitri Fricano, emergono nuovi particolari. All’interno della villetta dove la giovane biellese è stata uccisa con due coltellate alla gola, non sia mai avvenuto alcun furto in quanto il presunto bottino, il cronografo e 500 euro in contanti, sono stati rinvenuti e consegnati alla famiglia. Parole trapelata ieri dalla procura di Nuoro e dai carabinieri titolari dell’inchiesta che hanno mandato su tutte le furie gli avvocati di Fricano, al momento unico indagato: «A ieri non sapevamo nemmeno che avessero trovato qualcosa – dicono gli avvocati del ragazzo – Solo in queste ore ci è stato consegnato un verbale di sequestro e possiamo dire che l’orologio Omega (e non un Rolex) è stato rinvenuto dai carabinieri. Ma dei soldi non c’è traccia. E di certo sia l’orologio sia ovviamente il denaro non ci sono stati restituiti». (Continua dopo la foto)



L’ipotesi della presenza di un ladro, scrive La Stampa, che si sarebbe quindi trasformato in un rapinatore e poi in un killer, era stata ventilata in televisione dagli amici della coppia, proprietari della casa, che stavano ospitando per qualche giorno di vacanza Erika e Dimitri. Intervistati dalla Rai e dai canali Mediaset, Alberto Recanzone e Donatella Borille avevano spiegato quanto lo stesso Dimitri, in ospedale, avrebbe loro raccontato. E cioè di essere stato aggredito sulla porta del bagno da uno sconosciuto. (Continua dopo le foto)


 


 

Il procuratore di Nuoro Andrea Garau aveva reagito dando mandato ai carabinieri di smentire l’ipotesi della tragica rapina: «Il cronografo e il denaro sono stati trovati e restituiti». Pochi istanti fa, la replica degli avvocati. «L’orologio risulta in un verbale di sequestro – commenta l’avvocato Guarini – che ci è stato notificato solo qualche ora fa. Ma smentisco sia stato consegnato alla famiglia. Ma soprattutto del denaro continua a non esserci traccia. Provare che quei 500 euro fossero davvero in quella casa, è compito delle nostre indagini difensive. E sono piuttosto fiduciosa di poterlo fare».

Impossibile aver dimenticato Erika e Omar, i fidanzatini killer del delitto di Novi Ligure. Sono passati 16 anni ma oggi la vita di lui, che ha già scontato 14 anni di carcere, si complica ancora di più. Cosa è successo