”Si è suicidato”. Si è seduto sul divano e, quando la casa è rimasta vuota, si è sparato un colpo in testa. Il gesto disperato del figlio del noto stilista italiano


 

Ha deciso di farla finita alle 19.30 di giovedì 16 giugno 2017 nella sua casa di Urbino. Con un colpo di pistola alla tempia, così Giacomo Guidi, 47 anni, figlio del noto stilista Piero Guidi, fondatore dell’omonimo marchio di pelletteria (creatore delle borse con il simbolo degli angeli abbracciati) ha deciso di suicidarsi. Dopo aver preso la sua pistola – aveva il porto d’armi quindi la deteneva regolarmente – si è seduto sul divano di casa sua e si è sparato. Senza un motivo apparente. In casa non c’era nessuno: a ritrovarlo è stato il padre Piero poco più tardi. Quando lo stilista è arrivato a casa del figlio, ha trovato il corpo disteso, senza vita. Ha chiamato l’ambulanza ma è stato inutile: l’uomo era già morto e non c’è stato nulla da fare. Il medico del 118 ha potuto solo constatarne il decesso. Dopo i soccorsi, sono arrivati anche i carabinieri di Urbino per accertamenti. Una tragedia terribile: un gesto disperato del quale non si capiscono i motivi. L’uomo era sempre stato ‘’lo stesso’’ e i familiari non riescono a spiegarsi le ragioni. Continua a leggere dopo la foto



L’azienda di famiglia stava vivendo un momento ‘’particolare’’. Il bilancio, negli ultimi tempi, si era ridotto in un anno di un terzo per la crisi, per i falsi e le contraffazioni dei prodotti. Per questo due mesi fa era stato chiesto al tribunale di Urbino di accedere al concordato con continuità, per poter garantire il lavoro ai dipendenti di una vita e per poter guardare con fiducia al futuro grazie a un piano di ristrutturazione del debito con la chiusura di negozi non redditizi e contenimento delle spese. La crisi, ovviamente, aveva avuto effetti anche sulla loro azienda. Un’azienda da sempre solida con negozi in tutto il mondo, inclusi Cina e Stati Uniti. Continua a leggere dopo la foto



 

Giacomo Guidi, sposato, era responsabile del marchio e della pubblicità della ditta. Era preoccupato di ciò che stava accadendo, ma sembrava comunque sereno e nessuno si aspettava avrebbe potuto commettere un simile gesto. I giornali proprio in questi giorni avevano parlato della mossa dell’azienda di famiglia e anche lui, così si dice, sapeva che la famiglia aveva fatto la scelta giusta. Evidentemente, però, qualcosa dentro di lui era scattato che lo ha portato a compiere il gesto più estremo. 

“E’ l’amore lo spirito del mio marchio – si legge sul sito di Piero Guidi – Gli studi mi hanno portato nel mondo dell’arte: mi sono diplomato ‘Maestro d’Arte’ nella prestigiosa ‘Scuola del Libro’ di Urbino, città natale di Raffaello e perla della cultura rinascimentale Italiana. Da qui ha inizio la mia storia, la mia passione per l’arte, la scultura, la grafica”. Conosce i metalli, Piero Guidi, e inizia a creare manualmente alcuni oggetti: cinture prima, borse e valigie poi. Fino ad arrivare all’abbigliamento. Un amore profondo, quello di Piero Guidi per il suo mestiere: “Il mio brand è come la neve, la pioggia, il sole, un cielo di sera, è un viaggio in macchina – scrive – è come l’amore, la mia casa, il mio paese, il mio stato, la mia bandiera per cui combatto. È il mio scudo, qualcosa che mi scalda il cuore, è il mio orgoglio, un sorriso di un collaboratore, la fatica e la gioia di un nuovo progetto. È un viaggio in aereo o un campo di grano, un amico che incontri o una donna che porta una mia borsa. È la paura di non aver fatto bene, una famiglia, la mia famiglia. È il mio specchio su cui vorrei che anche gli altri si specchiassero, è sere di lavoro o un film visto alla tv; è la mia fata turchina, è Superman, è quello che mi fa volare, è la mia parte di incoscienza, perché il mio brand è come la mia vita, anzi è la mia vita. Lo porto sempre con me, giorno e notte. È il mio testimonial, il mio alter ego, È LA MIA VITA”. Vita che, dopo il gesto estremo del figlio, non sarà più la stessa. 

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