Scontro fra treni in Puglia: a bordo 80 passeggeri, tanta paura e feriti. L’incidente in quella tratta che sta diventando davvero maledetta. Tutti i dettagli e la situazione


 

Una sconcertante notizia ci dice ancora di un drammatico scontro tra treni al sud. Due treni delle Ferrovie Sud Est si sono scontrati, infatti, lungo la tratta tra Galugnano e San Donato, in Salento. Vi sarebbero dieci feriti non gravi. Lo riferiscono i soccorritori. La linea è quella di Lecce-Otranto. L’impatto è avvenuto all’uscita di Galugnano, frazione di San Donato, a pochi chilometri da Lecce. Una decina di persone – tra passeggeri e personale – sarebbero ferite in maniera lieve. Sono intervenuti i carabinieri e gli agenti della polizia ferroviaria, nonché diverse ambulanze del 118 per verificare la necessità di trasportare i feriti in ospedale. Stando alle prime testimonianze, non ci sarebbero persone in pericolo di vita. L’incidente, stando alle prime ricostruzioni, potrebbe essere stato causato dal mancato funzionamento di uno scambio ferroviario: l’intero percorso delle Sud Est è a binario unico. Un anno fa, il 12 luglio 2016, 23 persone persero la vita in un altro scontro frontale su una ferrovia pugliese in concessione, la Ferrotramviaria, fra Andria e Corato. (Continua a leggere dopo la foto)



Forse quel disastro ferroviario che provocò in Puglia 23 morti e 50 feriti è dipeso da una dimenticanza. Il fatto di avere due treni fermi in stazione ad Andria avrebbe indotto – secondo le indagini della polizia – a un automatismo il capostazione andriese, Vito Piccarreta, il quale ha poi ammesso davanti ai pm di aver alzato la paletta e acceso il semaforo verde per far partire il treno ET1021 diretto verso Corato e che si è poi scontrato con l’ET1016. Il convoglio fermo ad Andria non doveva però partire perché Piccarreta sapeva che da Corato era in arrivo un altro convoglio, che lui stesso stava aspettando in stazione ma del quale forse si era dimenticato. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Piccarreta, quindi, dopo l’arrivo in ritardo di 23 minuti ad Andria del primo treno proveniente da Corato (l’ET1642), avrebbe agito in base a un automatismo generato dal fatto di avere due treni fermi in stazione: ha alzato la paletta e ha fatto partire tutti e due i convogli. Il primo verso Corato, l’altro verso Barletta. Questo alle 10.59. Attorno alle 11.07, un minuto circa dopo il disastro, risulta dai tabulati acquisiti dalla polizia, il capostazione di Andria ha chiamato il collega di Corato e lo ha avvertito di aver dato la partenza al treno. A quell’ora nessuno dei due capistazione sapeva che c’era già stata la strage.

 

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