Dopo la morte di una donna, bruciata viva nella sua abitazione, è allarme per l’elettrodomestico difettoso. Il comunicato dell’azienda: tutto quello che c’è da sapere


 

Un caso che ha allarmato una nazione intera, e gli utenti di tutto il mondo che potrebbero aver acquistato in rete il prodotto incriminato, ritirato in fretta e furia dal mercato dopo un drammatico episodio che ha visto una donna perdere la vita. In queste ore, infatti, centinaia di asciugatrici dell’azienda Beko sono state richiamate dalla casa produttrice dopo che una di queste ha causato un incendio costato la vita a una signora. In totale, come specificato nel comunicato ufficiale che è stato prontamente diramato, sono 3400 gli elettrodomestici potenzialmente a rischio: nello specifico si tratta dei prodotti Beko e Blomberg 8kg e 9kg di capacità venduti tra maggio e novembre 2012 e che riportano i numeri di modello DCU9330W, DCU9330R, DCU8230, DSC85W e TKF8439A. La stesso Beko ha spiegato cosa fare in caso di acquisto: scollegare immediatamente il prodotto dalla spina e smettere di utilizzarlo, in attesa di riconsegnarlo al più vicino rivenditore per procedere a controlli ed eventuali riparazioni. (Continua a leggere dopo la foto)







Beko ha spiegato che la causa del problema è da ricondurre a un ingranaggio prodotto da una società terza che in alcuni, per fortuna rarissimi casi, può provocare un surriscaldamento dell’asciugatrice con il conseguente rischio di incendio. “Ci scusiamo per l’inconveniente e per i problemi che può aver provocato, ma ci impegniamo a fare del nostro meglio per riparare i prodotti e metterlo in sicurezza”.(Continua a leggere dopo la foto)





 

Come scrive il Sun, lo scorso agosto Mishell Moloney, madre di due figli, è morta in casa sua a Birmingham nel Regno Unito a seguito di un rogo che sarebbe stato causato proprio dall’utensile. Prima del tragico incidente, pare che altre 20 asciugatrici abbiano avuto problemi simili, ma fortunatamente in nessun caso si erano registrati esiti così drammatici.

“Non assumete quel farmaco!” È stato ritirato in tutta Italia e quel che preoccupa è la sua alta diffusione: lo utilizziamo praticamente tutti. I lotti interessati sono questi

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