“Ecco cosa ha fatto”. Caso Elena Ceste: a tre anni dall’omicidio, la rivelazione choc sul marito Michele, condannato per avere ucciso la moglie


 

“Elena Ceste non si suicidò, nè fu vittima di morte accidentale. Dovendo essere esclusa ogni ipotesi alternativa, il suo decesso di provocato da un’azione omicidiaria del marito, necessariamente commessa all’interno dell’abitazione, nel limitato arco di tempo che va dalle 8.15, l’ultimo momento in cui fu vista viva dalla vicina Renza Riccio, alle 8.55.05, allorché Buoninconti chiamò la vicina Marilena Ceste”. Lo scrive la prima corte d’Assise d’Appello di Torino che ha condannato a 30 anni (in rito abbreviato) Michele Buoninconti, pompiere di Alba, marito di Elena Ceste, madre di quattro figli. Nelle 53 pagine, fitte di particolari nella ricostruzione delle indagini avviate fin subito dopo la scomparsa di Elena Ceste, avvenuta nel gennaio 2014 a Costigliole d’Asti, i giudici individuano il movente nella convinzione del tradimento coniugale. Ma sottesa è la personalità del Buoninconti, “padre-padrone in famiglia e individuo che ha sempre mostrato la necessità di avere tutto sotto controllo”. (Continua dopo la foto)



Secondo i giudici di secondo grado, che hanno ribadito la prima senteza, l’omicidio è avvenuto il giorno della scomparsa, e sarebbe da “collocarsi nei minuti successivi al suo ritorno 8.43 circa”, ovvero al momento in cui il pompiere, dopo aver portato i figli a scuola, tornò a casa e uccise la moglie, probabilmente in camera da letto. “Il movente – scrive la corte – è la scoperta del perdurante tradimento della moglie, avvenuto con il rinvenimento degli sms di S(presunto amante, ndr) il 21 gennaio e dunque con la constatazione che inutilmente (il Buoninconti, ndr)”. (Continua dopo le foto)


 


 

 

 

Poi ancora: “Aveva ‘impiegato diciotto anni per raddrizzare vostra madre’, come dirà in una delle conversazioni intercettate in via ambientale ai figli, ai quali in un’altra occasione ricorderà che ‘già la mamma non ha voluto ascoltare il padre e …quando fate la fine di mamma ve ne rendete conto’”. “Provato il movente – denota la Corte – la personalità di buon padre-padrone in famiglia e individuo che ha sempre mostrato la necessità di avere tuo sotto controllo…è dato di coerenza”.

”Un’altra donna per Michele Buoninconti”. La notizia arriva a pochi giorni dalla seconda condanna per l’omicidio della moglie Elena Ceste: ”Ecco cosa combina il marito in carcere”