La bruciò nella sua auto, ora arriva la condanna (pesantissima) per Vincenzo Paduano. “Potrò ricominciare a respirare”, ha detto la mamma della giovane Sara appena uscita dal tribunale. Si conclude così un capitolo di questa terribile vicenda


 

Vincenzo Paduano, l’ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio, la studentessa uccisa e data alle fiamme il 29 maggio dello scorso anno in via della Magliana a Roma, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della ragazza. La sentenza è arrivata nel pomeriggio. La procura aveva chiesto l’ergastolo con obbligo di isolamento diurno. “E’ stata fatta giustizia. Un primo punto è andato a segno, finalmente dopo questi 11 mesi in cui non riuscivo a respirare, una boccata di ossigeno perché è stata fatta giustizia per il momento: sappiamo che non sarà finita, ci sarà l’appello, la Cassazione ma è importante partire con questo punto”, ha detto la mamma di Sara. “Secondo me, non si è mai pentito”, ha continuato la mamma della giovane a ‘Skytg24’ riferendosi all’ex della figlia che, secondo la donna, è stato semplicemente “costretto ad ammettere quello che era inopinabile”. Durante l’udienza, “lui non ha mai alzato lo sguardo – ha proseguito – io ho tentato di guardarlo negli occhi, ma non c’è stato verso”. Dopo aver tentato di aggrapparsi a vari alibi, Paduano confessò l’omicidio dopo un interrogatorio durato 8 ore. (Continua dopo la foto)








Tra i due c’era stata una relazione durata due anni, nel corso della quale Sara aveva già lasciato il suo ex altre volte, almeno tre, fino alla decisione definitiva. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ragazza era apparsa preoccupata nell’ultima settimana prima del delitto per la morbosità del giovane, tanto da averne parlato anche ad alcuni amici. La sera dell’omicidio Paduano, che faceva la guardia giurata in una portineria poco distante dal luogo del delitto, si era appostato con l’auto sotto casa del nuovo ragazzo della 22enne. Una volta che Sara l’aveva accompagnato a casa, aveva atteso il rientro a casa del giovane e conoscendo la strada che avrebbe fatto la ragazza si era allontanato. (Continua dopo le foto)






 

Quando lei era passata con la sua auto l’aveva inseguita per poi accostare e costringerla a fermarsi. Secondo la ricostruzione, Paduano è entrato nell’auto di Sara e tra i due ci sarebbe stata un’animata discussione. A un certo punto il giovane ha cosparso l’auto con l’alcol. La 22enne è scesa, sconvolta, per cercare aiuto, ma invano. Dopo aver dato fuoco alla macchina, Paduano ha raggiunto Sara e l’ha strangolata. Poi, per disfarsi del corpo, le ha dato fuoco con un accendino. Dopo il delitto, Paduano è tornato al lavoro all’Eur. Oggi, a quasi un anno dall’efferato delitto, è arrivata la sentenza.

Caffeina news by AdnKronos

(www.adnkronos.com)

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