“È morto nelle prime ore del giorno”. Se n’è andato così, tra l’affetto dei suoi cari e dei colleghi. Un italiano perbene, uomo colto, sempre in prima linea e protagonista di mille battaglie


 

“E’ morto Valentino Parlato, tra i fondatori del Manifesto, di cui è stato più volte direttore e presidente della cooperativa editrice”. Lo scrive nella sua home page il quotidiano. “Ero talmente indignato verso il Pd che per la prima volta ho tradito la sinistra, spero sia anche l’ultima”. Così alla fine dello scorso anno Parlato, 85enne, confessò il suo voto a favore della sindaca Virginia Raggi a Roma. Un voto di protesta da parte dell’uomo che 47 anni prima, enfant prodige del comunismo italiano aveva dovuto lasciare il Pci, radiato per ‘frazionismo’, dopo le posizioni eretiche assunte insieme a Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Aldo Natoli, soprattutto sui fatti di Praga. Nel Pci, in cui era uno dei leader dell’ala ingraiana, era entrato giovanissimo arrivando da Tripoli, in Libia, dove era nato nel 1931. Parlato si iscrisse al Partito comunista libico, ma nel 1951 venne espulso dalle autorità inglesi. Dopo l’uscita da Botteghe Oscure tante battaglie, tutte all’interno del Manifesto di cui fu direttore più volte. Al giornale ha dedicato due libri ‘Se trentacinque anni vi sembrano pochi’, e ‘La rivoluzione non russa. Quaranta anni di storia del manifesto’. Personaggio spesso controcorrente, anche rispetto alla sinistra che lo ha sempre considerato intellettuale di riferimento, nel 2012, getta la spugna: è l’ultimo dei padri nobili ad abbandonare la testata, ormai “è un giornale come gli altri”, spiegò. (Continua dopo la foto)







Parlato con Enrico Berlinguer 

Pochi giorni prima della sua scomparsa, avvenuta all’ospedale Fatebenefratelli di Roma, tornò a scrivere un editoriale per il ‘suo’ giornale: “Non possiamo non tener conto di quel che sta cambiando – scrisse parlando dei rivolgimenti epocali a livello mondiale, dalla politica all’economia – dobbiamo studiarlo e sforzarci di capire, sarà un lungo lavoro e non mancheranno gli errori, ma alla fine un qualche Carlo Marx arriverà”. “Gentile e ironico, Valentino Parlato fumava ottanta sigarette Pueblo al giorno e beveva vino bianco anche di buon mattino”, ricorda Concetto Vecchio di Repubblica. (Continua dopo le foto)






Parlato nella sala riunioni de "Il Manifesto"



Parlato abbraccia una giornalista del manifesto dopo la notizia della liberazione di Giuliana Sgrena dopo il sequestro in Iraq (2005)

Parlato in uno degli ultimi scatti nella sua abitazione romana

 

Straordinaria figura di comunista eretico è morto all’età di 86 anni. Dal 1969, anno della scissione dal Pci, la sua biografia si era interamente identificata con quella del manifesto, il giornale di cui fu fondatore e quattro volte direttore. Non fosse stato per lui, per la sua incessante ricerca di finanziamenti, a tutti i livelli – perfino dal Psi di Craxi una volta ottenne un prestito di 60 milioni di lire, poi restituito – il quotidiano, un pezzo di storia della nostra editoria, avrebbe chiuso tanto tempo fa.

Caffeina news by AdnKronos

(www.adnkronos.com)

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