“Vi amo tutti, salutami mamma”. Tragedia di Rigopiano. Dalle macerie dell’hotel, sotto cumuli di neve, la disperata richiesta d’aiuto di Paola. Una delle vittime. Sul suo telefono i messaggi. Drammatici. Mai partiti


 

“Vi amo tutti, salutami mamma”. Sepolta sotto le macerie, sotto metri di neve. Sapeva di stare per morire. La speranza l’aveva abbandonata. Paola aveva capito che non ce l’avrebbe fatta. Una delle vittime all’hotel Rigopiano. E ha affidato al suo telefono gli ultimi messaggi. Ma quel 18 gennaio, la valanga aveva interrotto pure le comunicazioni e quei messaggi sono rimasti lì. Come le quindici telefonate. Mai partite. Così come un cuore, l’emoticon nella chat della famiglia. A svelarlo è Repubblica. Non tutti sono morti sul colpo. Paola Tomassini è rimasta in vita, come ricostruisce il quotidiano. Per quasi due giorni. Lo testimoniano quei messaggi. Alle 16.54, subito dopo la valanga. “Aiuto”. Lo scrive con whatsapp. E subito dopo: “Sono bloccata dalle macerie, aiutoooo”. Disperata richiesta che nessuno riceverà. Mezz’ora dopo scrive alla sua amica Rosy, le chiede di dare l’allarme. “C’è stata un’esplosione”. La situazione deve essere peggiorata, lo intuisce. Non chiede più aiuto, ma i suoi pensieri sono per la famiglia e gli amici. (Continua a leggere dopo le foto)







 

“Vi amo tutti salutami mamma”. Poi il cuore e null’altro. Non scrive più, ma prova con insistenza a chiamare il 112, per quindici volte. Senza campo, impossibile che potessero partire. Forse per risparmiare la batteria ha spento più volte l’apparecchio. I vigili del fuoco l’hanno ritrovata col telefono in mano. La donna aveva 46 anni e lavorava in un autogrill. A Rigopiano era con il suo fidanzato, Marco. Morto anche lui. Di loro resta la disperazione, riapparsa in tutta la drammaticità quando i telefoni sono stati riaccesi. (Continua a leggere dopo le foto)






 



 

 

“Non sappiamo dove andare, siamo bloccati – hanno scritto prima della slavina, quando le strade erano bloccate – non si sa se arriva lo spazzaneve, dicono che è difficile anche per il mezzo”. Drammatiche testimonianze che si sommano alle polemiche sui soccorsi. Tardivi. Gli allarmi inascoltati. Su cui andrà fatta chiarezza. C’è un indagine in corso e ci sono sei nomi sul registro degli indagati. Ma tutto lascia immaginare che sia solo l’inizio.

“Dovevo essere lì…”. All’interno dell’hotel Rigopiano doveva pernottare anche lui. “Sono scampato per miracolo alla tragedia ma sono disperato per il mio caro amico”. La vicenda choc del noto cantante è struggente: “Ora temo il peggio”

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