Rigopiano una tragedia senza fine. La fidanzata di Stefano, morto sotto il peso della valanga, aveva rilasciato interviste piene di dolore “È stata colpa mia”. Adesso, dopo tre mesi, arriva la terribile dichiarazione del padre su Francesca


 

Il dramma di Rigopiano resta uno degli eventi italiani più tragici. Sono passati tre mesi dalla notte del 18 gennaio, quando una valanga colpì in pieno la struttura di Firandola, in provincia di Pescara, uccidendo 29 persone. Stefano Faniello era tra questi. Il ragazzo aveva 28 anni ed era originario di Valva (paese del Salernitano), ma viveva a Silvi Marina. In quell’albergo era con la fidanzata Francesca Bronzi per festeggiare il suo compleanno e il loro anniversario. La giovane fortunatamente è riuscita a salvarsi, mentre per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Sin dai primi giorni dall’accaduto il padre di Stefano, Alessio Faniello, si è battuto, portando avanti una battaglia legale, per ottenere giustizia. Il 27 aprile, dopo essere venuto a conoscenza dei sei indagati, ha rilasciato un’intervista a il Mattino: “Se è così, se sono sei, sono pochi. In quell’elenco devono figurare anche il Prefetto, il presidente della Regione e la sottosegretaria Chiavaroli. Per me hanno responsabilità non indifferenti”. Ma l’uomo ha sollevato anche un’altra situazione che lo addolora. (Continua a leggere dopo le foto)








Alessio Faniello ha infatti parlato del suo rapporto con Francesca Bronzi, dopo la tragedia. Ha spiegato che sebbene in un primo momento la ragazza avesse mostrato il suo dolore, rilasciando anche delle interviste, dopo – secondo l’uomo – è completamente sparita. Il signor Alessio ha infatti dichiarato che la ragazza si è completamente eclissata, preferendo fare altro, piuttosto che andare al funerale del suo defunto fidanzato. (Continua a leggere dopo le foto)





 

 

“Per ora non ci sentiamo – ha dichiarato Faiello -. Il giorno della cremazione di Stefano lei e la sua famiglia erano tutti a Firenze a ringraziare e festeggiare i vigili del fuoco. Ma per me i vigili non vanno ringraziati. A mio parere hanno fatto soltanto il 30 per cento per quanto riguarda la questione di Stefano. E comunque, se pure avessero fatto l’altro 70 per cento, sono pagati per fare quello, fanno soltanto il loro lavoro. Posso ringraziare i volontari, invece: loro si comprano pure le divise”.

Ti potrebbe interessare anche: “È stata colpa mia”. Stefano Feniello è morto nella tragedia di Rigopiano, era con la fidanzata che è riuscita a salvarsi. A un mese dal quel giorno terribile, arriva la straziante confessione della ragazza

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it