“Pedofilo!”, compare questa scritta sulla lavagna di una scuola italiana, poi la tragica verità che viene a galla: una vicenda atroce che ha sconvolto una nazione intera. Ad abusare delle ragazze proprio lui. Cosa è successo


 

Un uomo malato che va aiutato e che di certo non può lavorare all’interno di una scuola, specialmente come insegnante. Siamo a Roma, nel quartiere Prenestino dove una scritta sulla lavagna sconvolge le vite di centinaia di migliaia di persone: “Pedofilo”, a caratteri cubitali. Un’accusa forte, infamante e in questo contesto decisamente preoccupante. Sono state alcune ragazze a scriverlo, probabilmente le stesse che in un passato recente hanno subito le “attenzioni” di un uomo che le vedeva non come studenti ma come potenziali partner, come amanti e come oggetti di piacere. Un fatto che non può essere di certo tollerato all’interno di una scuola italiana. La Polizia era già sulle sue tracce e l’uomo è finito agli arresti domiciliari dopo gli accertamenti di rito. Tutto ha inizio quando la dirigenza scolastica, dopo aver raccolto voci e “mezze confessioni” di alcune studentesse, ha allertato gli investigatori del commissariato Porta Maggiore. “Qualcuno ha sentito qualcosa; c’è una strana voce che gira; alcuni ragazzi sono preoccupati per le loro compagne di classe e così via”. (Continua dopo la foto)








Nessuna conferma preventiva quindi, solo un terribile sospetto: che all’interno del plesso sarebbe potuto esserci l’animale peggiore, il pedofilo. Così come previsto dalle convenzioni internazionali, gli agenti, dopo aver raccolto quelle che in gergo tecnico vengono chiamate “testimonianze indirette” ed aver trovato alcuni riscontri, hanno ascoltato in audizione protetta alcune studentesse di 13 e 14 anni. È emerso così che l’insegnante aveva toccato più volte il seno ad almeno tre alunne. Il prof con una scusa cingeva ai fianchi la malcapitata e poi le sfiorava i seni. (Continua dopo le foto)








 

Il professore, nei racconti delle vittime, spesso prima di entrare in contatto fisico con la prescelta, la approcciava verbalmente chiedendole se di notte l’avessero sognato, se volevano un “grattino” o frasi simili. Le ragazze hanno raccontato che i palpeggiamenti avvenivano spesso durante le verifiche ed inoltre il docente aveva l’abitudine di far leggere le singole studentesse con il libro poggiato sulla cattedra così da costringerle in una posizione prona che di fatto permetteva all’insegnante di guardare il sedere delle vittime. Ora l’uomo è stato allontanato e a breve verrà processato.

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