“Mi chiamava mamma e per me era come un figlio”. E invece era un pericoloso ricercato internazionale. La sconvolgente storia di questa donna di 66 anni finita in un intrigo assurdo: “Mai avrei pensato a una cosa del genere. È stata una coltellata”


 

Una storia da brivido, nata dalla voglia di aiutare il prossimo e dalla non consapevolezza di quello che stava accadendo. M.S., 66 anni, è la donna che con il figlio venticinquenne ha ospitato nel suo alloggio Mouner El Aoual, 29 anni, il marocchino arrestato il 24 aprile con l’accusa di attività finalizzata al terrorismo internazionale, di istigazione a delinquere ed apologia di reato aggravati: “Che Dio lo maledica. Noi gli abbiamo dato un tetto, un letto. E lui ci ha traditi”, ha detto la donna molto addolorata. “Lui – ha spiegato – dormiva fuori dalla moschea e non aveva da mangiare. Lo abbiamo accolto in casa. Per me era come un figlio. ‘Se c’è un problema parliamone, gli dicevo. E lui ci ha traditi”. “Noi – prosegue M.S. – a volte parlavamo di religione e commentavamo i fatti di cronaca, ma come si fa in una normale famiglia. Non sospettavamo nulla di quello che faceva”. (Continua a leggere dopo la foto)








Tuttavia, sebbene lo avessero accolto come uno di famiglia, i due erano “preoccupati dalla sua radicalizzazione”, a quanto risulta agli investigatori. Dalle indagini effettuate dagli investigatori , madre e figlio erano completamente all’oscuro dell’attività di Mounel, ma negli ultimi tempi si erano resi conto che aveva assunto atteggiamenti e opinioni “radicali”. “Non so – dice ancora la donna – se Mido pregasse. So che faceva il Ramadan. Mi aveva spiegato come si cucina alla fine del digiuno. Parlava spesso con sua mamma in Marocco e con la sua promessa sposa. Lo faceva in arabo, però, e io non capivo nulla. Gli avevo arredato una camera e mi ero sistemata a dormire sul divano. Mi chiamava ‘mamma’, mi ha aiutato nel trasloco, mi faceva la spesa, portava fuori il cane. Mai avrei pensato a una cosa del genere. È stata una coltellata al cuore”. (Continua a leggere dopo le foto)





 

Anche i vicini di casa sono rimasti estremamente stupiti: “Lui era gentile ed educato. Ogni quindici giorni andava a pesca in un laghetto in montagna e una volta mi ha anche regalato delle trote. Non posso davvero dire nulla di negativo sul suo conto” dice la dirimpettaia della donna che, a Torino, ha ospitato El Aoual. “La mia vicina di casa – aggiunge – è stata ingannata da questo ragazzo. Quando sono arrivati i carabinieri si è sfogata con me. Era senza parole. Ha detto che lo aveva accolto in un momento di grande difficoltà per lui”.  

Ti potrebbe interessare anche: “Arrestato! Era in Italia…”. Paura per un pericolosissimo terrorista dell’Isis catturato nel nostro paese. Ora si indaga su altri collaboratori: “Preparavano attentato”. Dove è stato preso

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it