Non più semplice multa e rimozione, da ora si fa sul serio! Auto parcheggiate (senza permesso) nei posti riservati ai disabili, cambia tutto: ecco cosa succede a chi ‘sgarra’. E se è capitato anche a voi, avete un motivo in più per non farlo


 

Quando saprete cosa è successo a quest’uomo per aver parcheggiato il proprio veicolo nel posto riservato a un disabile, ci penserete due volte prima di rifarlo. L’uomo in questione è stato accusato di aver commesso una violenza privata, per aver posteggiato l’automobile in un posto espressamente assegnato a un singolo utente disabile. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, quinta sezione penale, nella sentenza n. 17794/2017, rigettando il ricorso dell’imputato, ritenuto colpevole del delitto ex art. 610 c.p. La persona a cui era riservato il parcheggio è una signora affetta da gravi patologie, che a causa di questo ‘scherzetto’ non ha potuto utilizzare la postazione. La macchina in questione, tra l’altro, non è stata posteggiata solo per pochi minuti ma per un’intera giornata. L’imputato infatti ha parcheggiato la sua vettura prima delle 10:40 fino alla notte, impedendo al disabile, cui era stato assegnato il posto, di parcheggiare anche al suo ritorno a casa di sera. Solo alle 2:00 di notte, infatti, l’autovettura veniva rimossa coattivamente dalla polizia locale, più volte allertata durante la giornata. Inutile per l’uomo difendersi affermando che l’auto fosse in uso alla nuora, poiché il tentativo d’alibi era fallito stante il riscontro della falsità delle affermazioni della donna. (Continua a leggere dopo la foto) 



In Cassazione, la difesa dell’imputato sottolinea che il parcheggiare l’autovettura in uno spazio riservato non equivale a impedire intenzionalmente la marcia a una vettura, come evidenziato da precedenti giurisprudenziali, non integrando quindi il delitto di violenza privata. Ciononostante i giudici non hanno accolto la doglianza di insussistenza degli elementi oggettivi del delitto contestato: anche il ricorrente, precisa il Collegio, ha impedito all’avente diritto di parcare la propria autovettura, parcheggiando nello spazio a lui riservato. Importante è che in realtà, se lo spazio fosse stato genericamente dedicato al posteggio dei disabili, la condotta dell’uomo avrebbe integrato la sola violazione del codice della strada, che punisce con una sanzione amministrativa chi parcheggia il proprio veicolo negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli di persone invalide. (Continua a leggere dopo le foto) 


 


 

Poiché però lo spazio era riservato a una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute, oltre alla generica violazione del codice stradale si è aggiunto l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato il diritto di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo. Della violenza privata, inoltre, sussite anche l’elemento soggettivo: la piena consapevolezza di aver infranto il codice stradale, poiché l’uomo non ha mai affermato di non aver notato la segnaletica orizzontale e verticale che segnalava lo spazio come riservato a un singolo utente disabile. Pertanto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

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