“Ha avuto un ruolo particolarmente attivo e molto violento”. Omicidio di Alatri: nuovo arresto per il pestaggio a morte di Emanuele Morganti. Catturato un altro elemento del branco. I dettagli


 

Terzo arresto nell’inchiesta sull’omicidio di Emanuele Morganti, il ragazzo di 20 anni originario di Alatri, massacrato nella notte tra il 25 e il 26 marzo nella piazza della cittadina in provincia di Frosinone, dopo essere stato allontanato per un banale litigio dal vicino circolo Mirò. I carabinieri, intorno alle 19, hanno sottoposto a fermo il 24enne frusinate Michel Fortuna, l’ultimo degli otto indagati a finire inscritto sul registro delle notizie di reato e tra quelli su cui, negli ultimi giorni, si sono riversati i maggiori sospetti degli investigatori. Secondo il procuratore Giuseppe De Falco, che coordina l’inchiesta sull’uccisione del 20enne, il decreto di fermo si è reso necessario alla luce della “rilevantissima pericolosità” di Fortuna che avrebbe avuto un ruolo attivo nelle fasi del’aggressione, e del pericolo che il fermato potesse darsi alla fuga o inquinare le prove. Tutti gli otto indagati (di cui tre in carcere) sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. (Continua a leggere dopo la foto)






Indagati a piede libero, invece, Franco Castagnacci e i quattro buttafuori Michael Ciotoli, 26 anni, Damiano Bruni, 26 anni, Manuel Capoccetta, 28 anni, tutti di Ceccano, e l’albanese Pietri Xhemal, 32 anni, residente a Ferentino. Tutti però accusati di concorso in rissa e omicidio volontario. Secondo la ricostruzione Emanuele sarebbe prima stato picchiato, anche con un manganello, dentro il locale dal personale di guardia, poi il pestaggio è proseguito fuori. Fortuna potrebbe essere la persona indicata da due testimoni come “Michel l’albanese”, che avrebbe a sua volta preso parte alla caccia all’uomo. Dal comando provinciale dell’Arma di Frosinone fanno sapere che, alla luce delle dichiarazioni raccolte da diversi testimoni, è emersa una partecipazione del 24enne al pestaggio “particolarmente attiva” e “molto molto violenta”. (Continua a leggere dopo le foto)








 

Intanto due giorni fa Franco Castagnacci è stato interrogato in Procura a Frosinone. “Il mio assistito ha ricostruito nei dettagli ogni atto di quella sera fornendo elementi per ricostruire la vicenda – ha detto Marilena Colagiacomo, difensore di Franco Castagnacci – Franco – ha anche ribadito di essere intervenuto in aiuto a Emanuele”. Presto sarà compiuto un secondo accertamento tecnico dopo l’autopsia sul corpo di Morganti. Dall’esame autoptico si verificherà la presenza di tracce biologiche (sangue della vittima) sulla Skoda blu sulla quale avrebbe sbattuto la testa, la lesione forse decisiva. Gli indagati potranno nominare dei periti di parte per l’esame. 

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