“Chi vuole morire rimanga qui, gli altri escano tutti!”, con queste parole entra nella mensa universitaria e semina il panico. Incubo terrorismo nell’ateneo italiano: “Hanno iniziato a urlare, poi siamo fuggiti”, cosa è successo


 

“Chi è satanista e vuole morire rimanga qui, chi è cattolico, musulmano o ebreo esca fuori”, questo avrebbe urlato lo studente di origine marocchina che ha seminato caos e terrore in una mensa universitaria di Palermo. A riportare l’accaduto Palermo Today che scrive: “Immediatamente è scattato il fuggi fuggi generale e sono state attivate le misure di sicurezza. Una volta fatta luce sulla vicenda l’ente per il diritto allo studio ha deciso di sospendere i benefici (posto letto e servizio di ristorazione) nei confronti dell’autore del gesto, un 26enne di origine marocchine”. Il fattaccio è successo intorno alle 20.30 di domenica 9 aprile. In pochi minuti tutti gli studenti sono usciti in massa dal pensionato Santi Romano di viale delle Scienze. A far paura anche il suo zaino. I testimoni sostengono avesse con sé anche uno zainetto che qualcuno ha temuto potesse contenere una bomba. Il ragazzo è stato raggiunto e bloccato dagli uomini della sicurezza ed è stato portato fuori. Sul posto – oltre ai vigilantes – in pochi minuti sono arrivate numerose volanti della polizia. (Continua dopo la foto)






Da capire se si sia trattato “soltanto” di uno scherzo di cattivo gusto. Nessun episodio di terrorismo comunque, ma solo un gesto che il ragazzo dovrà chiarire alle autorità competenti. I controlli della polizia sono andati avanti per ore. Le forze dell’ordine invitano alla calma confermando che non esiste alcun pericolo reale. Ma la notizia – dalle 21 di ieri sera – è rimbalzata velocemente sulle chat degli studenti universitari via WhatsApp, ma anche via Facebook e su altri social network. Un episodio sospetto che ha alimentato la psicosi dopo i recenti eventi terroristici. (Continua dopo le foto)








 

Il ragazzo – che non aveva nulla di pericoloso con sé – è stato prima portato nell’anfiteatro della cittadella universitaria, e poi interrogato a lungo dalla polizia. Secondo alcune testimonianze si tratterebbe di uno studente straniero che vive nella residenza universitaria “Casa del Goliardo”. Cosa succederà adesso al ragazzo nessuno lo sa, almeno per il momento. Dovranno essere prima chiarite le sue reali intenzioni dopodiché si penserà ad una pena congrua. Un fatto che si teme possa essere emulato, perché si sa, purtroppo il mondo è pieno di folli egocentrici in cerca di malsana popolarità. 

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