Il dramma della reginetta di Miss Italia. Capelli scuri, occhi da cerbiatto, nel 2002 su quel palco aveva incantato tutti. Sembrava l’inizio di una carriera piena di successi, invece Elena nascondeva una segreto terribile. Un male che non la lascia mai


 

Capelli mori e occhi da cerbiatta. Quando nel 2002 Elena Zuvato si presentò sul palco di Salsomaggiore incantò tutti. La partecipazione a Miss Italia sembrava l’inizio di una strepitosa carriera e invece la vita aveva in serbo qualcosa di diverso, si perché Elena conviveva con un segreto, era malata: soffriva del morbo di Crohn. “Fino a 10 anni ho vissuto come tutte le mie amiche: giocavo, facevo nuoto agonistico, andavo a scuola. Poi è arrivato quel malessere crescente che partiva dallo stomaco e condizionava tutto il corpo. All’inizio pensavano a una forma influenzale, ma dopo due mesi di ricerca è arrivata la diagnosi”. Una malattia che non l’ha mai abbattuta. Elena è riuscita a finire il liceo artistico e poi anche l’università. Laurea in Scienze naturali a Ferrara. “Non mi sono voluta perdere nemmeno l’Erasmus. Sono stata un anno in Spagna, non è stato proprio facile ma ce l’ho fatta. In ospedale, i medici mi conoscevano tutti”. La difficoltà per chi soffre di questa malattia è riuscire a trovare un modo per nutrirsi. (Continua dopo la foto)






L’intestino, ridotto a causa delle operazioni chirurgiche, non assimila gli alimenti. Poi ci sono i dolori e tutte le disfunzioni legate all’apparato digerente. Elena si nutre quasi esclusivamente di una sostanza simile al latte. “Il mio sogno più grande? Mangiare una pizza e bere uno spritz”, dice sorridendo “Tutti nella mia città mi vedevano passare per strada e mi chiamavano ‘la miss’ – scherza Elena – In pochi sapevano che, in realtà, nella mia esistenza il vestito che ho indossato di più è il pigiama”. (Continua dopo le foto)






 



 

“La Miss in pigiama”, il nome che ha scelto per la sua pagina Facebook e anche il titolo del libro che sta scrivendo. “Ho faticato un po’ più degli altri, ma ora ho un marito meraviglioso che ha saputo guardare oltre la malattia, un lavoro che mi piace e una famiglia che non mi molla un attimo. Credo che la storia della mia vita possa dare coraggio a tante persone che si trovano nella mia stessa situazione”.

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