“Ecco cosa mi ha detto Emanuele prima di morire”. Parla Ketty, la fidanzata del ragazzo ucciso a sprangate ad Alatri. Dopo giorni dal pestaggio, rompe il silenzio e le sue parole sono piene di dolore… spezzano il cuore. Cosa ha detto


 

L’omicidio di Emanuele Morganti ha scioccato tutto il paese. Il ragazzo morto ad Alatri nella notte tra il 24 e il 25 marzo a causa di un pestaggio senza pietà avvenuto davanti agli occhi della fidanzata Ketty ha lasciato senza parole. Oggi, a distanza di qualche giorno, la ragazza ha rotto il slenzio in un racconto che dà i brividi: “C’era una ragazza che mi bloccava e mi impediva di raggiungere Emanuele. Ad un certo punto, lui si è divincolato, mi è venuto vicino, mi ha preso le guance e mi ha dato un bacio”. Dopo il litigio all’interno del locale Emanuele è stato trascinato all’esterno dai buttafuori. È là, in piazza Regina Margherita ad Alatri, che ha subito la brutale aggressione da parte di un gruppetto di persone. Per il momento in carcere, con l’accusa di omicidio volontario, ci sono Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. Le parole di Ketty sono state riportate dall’agenzia Agi. Accanto alla ragazza ci sono gli amici di Emanuele, anche Gianmarco, che ha provato a proteggere e a salvare il suo amico fino all’ultimo. La giovane ha riportato le ultime parole di Emauele. (Continua a leggere dopo la foto)







!Mi ha detto ‘mi sa che dobbiamo scappare’ e poi quelli se lo sono portato via. Non l’ho più visto”, racconta Ketty, la fidanzata di Emanuele Morganti, ucciso a 20 anni. Il suo ultimo atto è stato di amore e protezione nei confronti della sua ragazza, un gesto e delle parole indimenticabili. Gianmarco, l’amico che ha tentato fino all’ultimo, di aiutare Emanuele ha raccontato del clima che c’è nella zona: “Non c’è alcuna rivalità fra noi che viviamo a Tecchiena e i ragazzi del centro storico di Alatri. Siamo cresciuti in piazza, abbiamo studiato nel centro. Non c’è rivalità. Tutto questo è assurdo”, ha raccontato il ragazzo alla stampa. (Continua a leggere dopo le foto)








 

In un’intervista rilasciata a News Mediaset Gianmarco ha di nuovo ripercorso i momenti di quella drammatica serata: “Tutti gli correvano dietro e lo picchiavano, erano in tanti, 10, 12, 15, erano tantissimi. Non è vero che i buttafuori hanno fatto il loro lavoro. Hanno preso uno che non c’entrava niente con la rissa e giù schiaffi e manganellate. Emanuele non c’entrava niente con quanto era accaduto nel locale. Era una bellissima persona, amava la famiglia, era sempre con il sorriso ed era un corpo e un’anima soli con sua sorella. Vogliamo giustizia per Emanuele, non vendetta”.

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