Caso Loris Stival: nuova svolta processuale. Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni per l’omicidio del figlio. Ma in queste ore può cambiare tutto: cosa sta succedendo


 

La vicenda del piccolo Loris Stival è entrata nel cuore di tutti gli italiani. Dal 2014, quando il bambino morì, non si è mai smesso di parlare di quei drammatici momenti, soprattutto in merito al ruolo di Veronica Panarello, condannata a 30 di carcere per la morte del figlio, in questa tristissima vicenda. In questi ultimi tempi hanno avuto grande eco le dichiarazioni di Davide Stival, il padre del bimbo, che ha chiesto il divorzio dalla moglie e ha raccontato di quei terribili momenti. “Nei giorni dopo la scomparsa di Loris, Veronica continuava a chiedermi di partire per un viaggio”, ha raccontato l’uomo. “Mi diceva al telefono: ‘Dobbiamo farci un viaggio appena ritorni, dobbiamo andare via’”, ha raccontato il padre di Loris che in quei giorni era fuori per il suo lavoro e stava rientrando a Santa Croce Camerina, nel Catanese, dopo essere stato informato della scomparsa del figlio. “Io invece le chiedevo ma Loris dove sta? Lo avete trovato? E lei rispondeva: no lo stiamo ancora cercando'”, ha aggiunto l’uomo. E adesso una nuova svolta nel processo a carico della Panarello. (Continua a leggere dopo le foto)







Il legale della donna, infatti, depositerà il 23 marzo presso il Tribunale di Caltagirone, il ricorso in appello contro la sentenza di condanna di Veronica Panarello a trent’anni di reclusione, sentenza pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Reale il 17 ottobre 2016. Le motivazioni sono raccolte in 190 pagine che il giudice ha depositato il 13 febbraio 2017. La decisone arriva a cinque mesi dalla sentenza pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Reale il 17 ottobre 2016 e dopo la lettura delle 190 pagini di motivazioni depositate il 13 febbraio scorso. (Continua a leggere dopo le foto)








“Abbiamo definito l’appello – spiega l’avvocato Francesco Villardita – non prendendo in esame la ricostruzione dei fatti e le indagini, le testimonianze riportate dal giudice nelle oltre cento pagine di motivazioni, ma contestando l’impostazione logico-giuridica e producendo un ricorso in diritto e in fatto. Domani depositeremo l’appello presso il Tribunale di Caltagirone”.

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