“Ecco cosa c’era all’interno”. Parmigiano e Grana Padano contraffatti, accuse pesanti. Cosa sta succedendo


 

Tracce di antibiotici e aflatossine, nel Parmigiano Reggiano e nel Grana Padano, inseriti immettendo soda nella panna e detenendo tali prodotti per la loro successiva commercializzazione. Sono queste le pesanti accuse lanciate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani nei confronti di 27 indagati dell’inchiesta che ruota attorno a un presunto giro di formaggio contraffatto. Nelle forme di Parmigiano Reggiano e nel Grana Padano sequestrate dai carabinieri di Reggio Emilia in un blitz del 2015 sono state trovate tracce di sostanze cancerogene, come aflatossine e antibiotici. Tra gli indagati non solo i dipendenti, i semplici caseari e i rappresentanti dei due consorzi, ma anche gli ex vertici della Nuova Castelli S.p.a., ossia il principale esportatore italiano di Parmigiano Reggiano. L’accusa è di associazione a delinquere, frode nell’esercizio del commercio, contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti, commercio di sostanze alimentari nocive ed emissione di fatture per operazioni parzialmente o totalmente inesistenti. (Continua a leggere dopo la foto) 







 

Secondo l’accusa sarebbe stata commessa una “fraudolenta produzione e commercializzazione, nonché contraffazione di ingenti quantitativi di formaggio Parmigiano Reggiano Dop, mediante la miscelazione con prodotti similari, appositamente creati utilizzando le specifiche di caseificazione adottate per il prodotto originale”. Come se non bastasse – è opinione degli inquirenti – sarebbe stato fatto uso di fermenti lattici anche in numero superiore a quello consentito nella produzione di Grana Padano Dop e vietati nella produzione del formaggio Parmigiano Reggiano Dop.

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In più “l’utilizzo di latte con residui di antibiotici e presenza superiore ai limiti di aflatossine (altamente tossiche e ritenute essere tra le sostanze più cancerogene esistenti)”. Infine gli indagati avrebbero ottenuto la certificazione Dop ‘Grana padano’ per importanti quantitativi di formaggio risultati sprovvisti dei requisiti previsti dal disciplinare di produzione”.

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