Carta d’identità, cambia tutto: ecco la data in cui tutti gli italiani dovranno possedere quella elettronica. Cosa fare e i costi per ottenerla


 

È stata presentata come un grandissima novità, una vera rivoluzione e lentamente la carta di identità elettronica sta sostituendo quella cartacea, il cambiamento totale è previsto entro il 2018, ma già si possono avere le prime copie telematiche. Il nuovo documento di riconoscimento sarà una smart card al cui interno vengono memorizzate tutte le informazioni personali di ogni cittadino. Per averla basta rivolgersi al comune di residenza o dimora consegnare una fototessera, il codice fiscale e vanno versati alle casse del comune 16,76 euro – oltre ai diritti fissi e di segreteria, ove previsti.  Per il primo rilascio deve essere fornito un documento di identità valido. Con il nuovo documento si procede all’acquisizione delle impronte digitali e si potrà dichiarare se si vuole, o meno, essere donatori di organi. Completata la procedura di richiesta allo sportello, la carta verrà consegnata entro sei giorni lavorativi all’indirizzo indicato dal cittadino. (Continua a leggere dopo la foto)






Il documento elettronico può essere richiesto in qualsiasi momento e la sua durata varia secondo le fasce d’età di appartenenza. Nel dettaglio: 3 anni per i minori di età inferiore a 3 anni; 5 anni per i minori di età compresa tra i 3  e i 18 anni; 10 anni per i maggiorenni. Sebbene i propositi del Governo, la nuova carta di identità sta faticando a decollare. Fino ad oggi ne sono state emesse circa 300mila, le attese sono lunghe, molti uffici comunali non sono pronti, basti pensare che finora sono usate in appena 199 Comuni. 

(Continua a leggere dopo le foto)








 

L’anno prossimo però dovrebbero coprire tutto il territorio nazionale, scrive Repubblica. L’obiettivo (ambizioso) è arrivare nel giro di 8-9 anni a sostituire tutto il cartaceo, a ritmi di 7-8 milioni di tessere all’anno. La carta di identità elettronica, dotata di pin, consentirà di accedere agli stessi servizi oggi aperti dallo Spid, dal fisco all’Inps ai bonus del governo. Anche se, avverte il ministero della Pa, “la diffusione dei dispositivi di lettura per l’autenticazione dei servizi online è pressoché nulla”.

Ti potrebbe anche interessare: Avete mai visto la carta d’identità di Silvio Berlusconi? Molto probabilmente no. Ma è stato proprio lui, davanti alle telecamere, a renderla “pubblica”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it