“Orge e sesso sfrenato usati come terapia per guarire”. Lo scandalo torinese che sta scuotendo l’Italia non ha fine. Emergono nuovi inquietanti retroscena sul mago che prometteva di “salvarsi da tutti i mali”. Coinvolto anche un politico


 

Una vicenda di cronaca che sta suscitando scalpore, quella dei riti purificatori ad opera di un sedicente mago che si dichiarava in grado di guarire dai mali. Molte delle donne che sono rimaste vittime di Paolo Miraglia, ritengono in realtà di essere state guarite, tra di loro in tante si erano rivolte a lui perché non riuscivano a ad avere figli. La “clinica della fertilità”, come riportato da Repubblica, era una mansarda di via Canonica a Torino. Il luogo perfetto per passare inosservati tra le 140 famiglie che abitano lo stabile. Nessuno si è mai accorto del viavai sulle scale all’ultimo piano. La “terapia” consisteva in un rapporto sessuale, attraverso il quale il santone sosteneva di riuscire a sbloccare la maternità delle donne. Il consiglio dato alle pazienti era di avere un rapporto sessuale con il proprio marito subito dopo la “seduta. “So che ci sono state alcune gravidanze portate a termine dalle partecipanti che si erano sottoposte a questi riti sessuali di gruppo, dove inevitabilmente Paolo era il padre dei bambini” ha dichiarato la “vestale” della setta, madre del giovane Giorgio, quando è partita l’inchiesta sulle violenze nei confronti della fidanzatina del figlio. (Continua a leggere dopo la foto)







Grazie alle indagini sono state intercettate alcune conversazioni e si è scoperto per esempio che tre sorelle erano finite nella rete della setta. La primogenita perché non riusciva ad avere un figlio, e dopo la “cura” era rimasta incinta. Così aveva introdotto la sorella di mezzo: il suo problema era che non riusciva a trovare lavoro. Poi, aveva avuto un figlio anche lei. Infine, il mago aveva messo gli occhi addosso alla sorella più piccola e aveva chiesto a Giorgio ad avvicinarla: “Si è lasciata con il ragazzo, è molto carina, rende più dal vivo che nelle foto” diceva per convincerlo a farla partecipare alle orge, che si differenziavano spesso a seconda del problema che le donne dicevano di voler risolvere.

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Ma il giro era molto più numeroso e la Squadra mobile di Torino ha individuato anche personaggi piuttosto conosciuti: tra loro un uomo, ormai deceduto, che in passato ricoprì cariche politiche. La semplice presenza ai rituali non costituisce reato, ma gli investigatori sperano che alcuni dei frequentatori, si presentino in questura per testimoniare su quello che avveniva in quella mansarda di periferia. “Questa è la casa dove avvenivano gli incontri del mago? Di sicuro vi sbagliate” dice una donna che abita lì. Nessuno qui ha mai visto Paolo Meraglia nè nessuna delle “vestali” e delle “ancelle” del santone. “Qui ci vivono tante famiglie e bambini – dice un inquilino, Ramon Monterizzi – È incredibile che succedessero certe cose”.

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