”Non doveva finire così”. Commozione fortissima al suo funerale, la città gli ha dato l’ultimo addio tra una folla di applausi e lacrime


 

Speriamo che la fine che ha fatto Marcello ci scuota a fare meglio per i poveri”. Lo ha detto padre Cesare Rattoballi che ha celebrato nella chiesa dell’Annunciazione del Signore i funerali di Marcello Cimino, il clochard dato alle fiamme nel portico della Mensa di San Francesco sabato scorso. Alla celebrazione hanno preso parte l’ex moglie Iolanda e le due figlie. Alla funzione erano presenti il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Giusto Catania. Al centro della chiesa la bara di Marcello Cimino con la foto, i fiori e la fascia del Palermo calcio. “Palermo è una tra le città italiane che ha il numero più alto di clochard, 2500 dicevano le statistiche di questi giorni, dopo la terribile vicenda di Marcello – ha aggiunto il parroco – Può una città occuparsi delle problematiche solo del centro storico? O si deve anche occupare delle periferie? Può un Comune avere solo pochissimi operatori per l’assistenza sociale o poche risorse per queste problematiche?”. (Continua a leggere dopo la foto)







All’interno, sedute in prima fila l’ex moglie Jolanda e le due figlie. Poi le parole di padre Cesare Rattoballi: “A Marcello abbiamo tolto la dignità e la vita. Di lui ne abbiamo fatto una torcia umana. Ma Dio avrà pietà di Marcello e della sua terribile morte. Ci sono tante ombre, ma anche tante luci di speranza”. Poi, rivolgendosi all’ex moglie e alla figlie di Cimino, ha aggiunto: “Con la sua morte Marcello ha scosso la nazione intera, e speriamo che non ci siano più orrori simili”.

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Intanto Giuseppe Pecoraro, il benzinaio 45enne che nella notte tra venerdì e sabato ha bruciato vivo Marcello Cimino, è stato interrogato. L’uomo, già sabato sera, dopo l’arresto, parlando con gli uomini della squadra mobile aveva detto di avere agito “in un momento di follia” mostrandosi pentito per quel gesto: “È stato un raptus, non lo rifarei. Mi pento”. L’omicida, reo confesso, è difeso dagli avvocati Brigida Alaimo e Carolina Varchi. A difendere i familiari della vittima il legale Giuseppe Giamportone, che si è offerto di assisterli gratuitamente. Le indagini sono coordinate dal Pm Maria Forti. Ieri sera intanto centinaia di persone, a Palermo, hanno partecipato alla fiaccolata in memoria del senzatetto. 

“Mi hanno bruciato l’auto, forse a qualcuno danno fastidio le mie canzoni”. Il drammatico sfogo dell’amato cantante: “Devo fuggire?”

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