È morto Danilo Mainardi. Per anni lo abbiamo ammirato e amato in tv a Quark. Insieme a Piero Angela ci ha fatto conoscere in modo semplice e poetico il mondo degli animali. Una perdita terribile, è stato un uomo indimenticabile


 

Morto Danilo Mainardi, uno dei più conosciuti etologi italiani, all’età di 83 anni . Docente all’università veneziana di Ca Foscari, è stato a lungo collaboratore del Corriere della Sera. Grande amico di Piero Angela, al grande pubblico era noto anche per la sua partecipazione a diverse puntate di Quark e SuperQuark. È stato autore di numerosi libri sulla natura e sugli animali, sua grande passione fin dagli anni della adolescenza. Il primo, La scelta sessuale nell’evoluzione della specie, era stato pubblicato nel 1968 da Boringhieri, l’ultimo, La città degli animali, è uscito lo scorso anno per Cairo Publishing. L’ultimo intervento sulle pagine del Corriere è stata l’introduzione al primo volume della collana a lui dedicato, Vi racconto il cane vero, pubblicato due giorni fa. Per il Corriere, inoltre, raccontava i comportamenti e le abitudini delle specie più disparate. Figlio di Enzo Mainardi, poeta e pittore futurista, e Maria Soldi,  Danilo Mainardi, fin da bambino ha nutrito la passione per il disegno degli animali che, trasmessa dal padre pittore, venne conservata in vita adulta. (Continua a leggere dopo la foto)



Molti libri di divulgazione scientifica di Mainardi, infatti, sono arricchiti proprio con le sue rappresentazioni che, in parte raccolte in Novanta animali disegnati da Danilo Mainardi (1989), sono caratterizzate da pochi tratti essenziali.  A causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che colpiscono tra le molte città anche Milano, la famiglia di Mainardi si trasferì in provincia di Cremona, dove il piccolo Danilo entrò in contatto con la natura facendo esperienze uniche. La passione per la natura si è tradotta nel desiderio di divenire prima un pastore, poi un veterinario e infine, al momento di scegliere l’indirizzo universitario, lo zoologo.

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Dal 1973 è stato direttore della scuola internazionale di etologia del Centro Ettore Majorana di Cultura. Ha sempre difeso gli animali e ha lasciato interdetti il fatto che non fosse vegetariano. In realtà questa scelta è dipesa dalla forte anemia di cui soffriva. Ha sempre sostenuto ad ogni modo il vegetarianismo, nonostante abbia sempre sottolieneato – basandosi su prove anatomiche e fisiologiche – come la specie umana non sia per sua natura vegetariana. La scelta etica di Mainardi non mirava principalmente all’eliminazione del consumo di carne (seppure ne consigli, per motivi di salute, una netta riduzione), bensì a un maggiore rispetto della vita degli animali, soggetti a continue sofferenze all’interno degli allevamenti intensivi, i quali si sono diffusi a causa della sovrappopolazione.

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