“Ecco chi l’ha uccisa”. Ricordate il caso Floreta? La giovane fu uccisa barbaramente 19 anni fa. Oggi, finalmente, arriva notizia: una clamorosa svolta nelle indagini


 

Prima o poi la giustizia arriva e scopre il colpevole. Questo è un caso che andava avanti da quasi 20 anni. Ma finalmente ora c’è un colpevole. Il serial killer delle prostitute, come è stato definito dalla stampa, andrà a giudizio per l’omicidio di Floreta Islami, 29 anni, strangolata a Rivoli, cittadina in provincia di Torino, il 14 febbraio del 1998. Il caso è stato riaperto dopo gli esiti degli esami sulle tracce biologiche rinvenute sulla sciarpa utilizzata come arma del delitto. I risultati hanno confermato la corrispondenza con il profilo genetico di Maurizio Minghella, già condannato a 131 anni di carcere a Pavia per gli omicidi di sette prostitute, tutti avvenuti nel Genovese e nel Torinese. Il serial killer è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Torino. Il gup ha accolto la richiesta del pm Roberto Sparagna, che nel 2016 aveva riaperto le indagini sul caso notificando a Minghella una misura cautelare nel carcere dove è recluso. Un vero e proprio serial killer, quindi, come nei peggiori film horror. Classe 1958, originario di Genova, Minghella ha iniziato a uccidere nel 1978. La sua prima vittima è stata la prostituta ventenne Anna Pagano, che uccise sfondandole il cranio. (Continua a leggere dopo la foto)







Giuseppina Jerardi e Maria Strambelli, di 21 anni, furono assassinate allo stesso modo. Fu la volta, poi, di Wanda Scerra, 19 anni. Nel 1981 Minghella venne condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Genova per i cinque omicidi. Nel ’96 ottenne la semilibertà e venne trasferito al carcere delle Vallette di Torino. Cominciò allora una nuova ondata di omicidi: Loredana Maccario di 53 anni, prostituta, venne uccisa in casa sua a Torino.

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Fatima H’Didou, marocchina, venne picchiata e strangolata con il laccio di una tuta. Floreta Islami – per il cui omicidio è ora rinviato a giudizio – è la settima vittima. La scia di sangue continuò nel 1999 con la morte di Cosima Guido, detta “Gina”, anche lei prostituta, uccisa in casa sua a Torino. L’ultima vittima nota è Tina Motoc, 27 anni, uccisa nella notte tra il 16 e il 17 febbraio 2001. È mai possibile che questa bestia abbia potuto commettere tutti questi omicidi in totale libertà? Perché non si è intervenuti prima e perché gli fu concessa la semilibertà? Domande che gettano ombre.

 

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