“Ci hanno urlato froci e poi ci hanno picchiato”. Presi di mira dal branco e malmenati a suon di bottigliate. Marcello e Michele stavano trascorrendo una serata come tanti ragazzi, ma in pochi attimi si è trasformata in tragedia: il racconto da brividi


 

Sono stati insultati e picchiati, tanto da finire in ospedale. Tre ragazzi sono stati aggrediti, nella notte tra sabato e domenica, da altri otto giovani davanti a una discoteca alla periferia sud di Milano: uno è riuscito a fuggire, gli altri due, di 19 e 21 anni, sono stati presi a botte. Calci, pugni, bottigliate. Non hanno dubbi: secondo loro si tratta di un’aggressione omofoba: “Prima di cominciare a picchiare ci hanno provocato, ci hanno urlato ‘froci’ – ha raccontato a repubblica.it il ragazzo che è riuscito a scappare – io sono riuscito a fuggire, mentre i miei amici hanno subito danni seri”. Uno dei due ragazzi si è rotto il naso e l’altro ha riportato una frattura scomposta alla testa e ha dovuto subire un intervento chirurgico. I due hanno chiamato i carabinieri, poi hanno perfezionato la denuncia: “L’obiettivo principale era sicuramente offendere e fare male, non rubarci quello che avevamo addosso. Tanto è vero che alla fine ci hanno portato via solo un telefono e un portafoglio”. “È il momento di pretendere una legge contro l’omofobia”, chiede Stefano Sechi, attivista per i diritti LGBT, un ragazzo di 23 anni anche lui vittima di violenza due anni fa, proprio perché omosessuale. Il ragazzo è fondatore della campagna OmofobiaStop e presidente dell’associazione Wequal. (Continua a leggere dopo la foto) 






«Ancora oggi ci siamo svegliati con la consapevolezza che essere gay in Italia è un pericolo. Sabato sera due ragazzi sono stati aggrediti e massacrati di botte da ignoti”. “Sì, ignoti, la parola che compare più frequentemente nei verbali di denuncia di aggressioni omofobe. Perché chi aggredisce non ha il coraggio di mostrarsi, non ha le palle di metterci la faccia. E anche questa volta gli otto aggressori rimarranno ignoti. Notizie come questa fanno sì che la dignità, il rispetto ed il diritto di essere felici ci appaia ogni giorno un traguardo sempre più lontano. Non si comprende che le violenze, in ogni loro forma, sono un’offesa alla libertà di tutti. Molti si tengono fuori pensando che sia un problema che riguarda solo noi gay. Ma non è così. È arrivato il momento di cambiare. È arrivato il momento di pretendere una legge contro l’omofobia.

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Oggi,nel 2017 gli omosessuali vengono ancora picchiati in quanto tali, questa è la verità. Nessuno pensa quanto sia difficile la nostra vita. Picchiato in quanto gay, in quanto diverso. Dire che noi omosessuali siamo diversi non è offensivo; è la verità. Perché nessuno è uguale. Ma non è giusto che questa diversità limiti la mia persona o mi privi del diritto di passare una serata felice con i miei amici senza aver la paura di dover tornare a casa solo perché i miei gusti sessuali sono diversi. Credo che sia arrivato il momento di punire severamente chi non accetta il nostro sacrosanto diritto a non essere omologati, a non essere schiacciati, a non essere uguali agli altri. È arrivato il momento di una legge che punisca adeguatamente chi non rispetta il nostro esistere. È il momento di pretendere un nostro diritto”.

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