“Ci sono morti, aiutateci”. Mentre i soccorritori lavorano ancora alla ricerca dei dispersi dell’hotel Rigopiano, arriva un SOS da un altro paesino abruzzese sommerso dalla neve


 

L’Italia col fiato sospeso, a seguire le operazioni di recupero dei dispersi tra le macerie dell’hotel Rigopiano nella speranza che ai miracoli di questi giorni possano seguirne a breve altri, altrettanto toccanti. Ma anche alcune drammatiche storie che al momento in pochi conoscono e che fanno parte della stessa, immane tragedia che ha colpito di nuovo il nostro paese. Parliamo del comune di Montorio al Vomano, frazione di 8.218. Non ne parla quasi nessuno, i giornalisti sono già andati via. Ma gli abitanti, disperati, chiedono di non essere abbandonati a loro stessi. “La copertura mediatica è praticamente nulla – spiega sulle pagine di Leggo Cristiano Catalini del centro operativo comunale, nella speranza che il messaggio possa arrivare – in quanto l’assenza di linea telefonica, elettrica e connessione ci ha tagliati fuori dal mondo. Dalla mattina del 17 gennaio siamo senza corrente e dal 19 senza linea telefonica. Siamo isolati da tutto a livello di comunicazioni e innumerevoli famiglie risiedenti verso le zone meno accessibili da una settimana si trovano sommerse da oltre quattro metri di neve”. (Continua a leggere dopo la foto)






“I corpi speciali stanno operando quasi random, non avendo modo di sapere quali siano le famiglie in condizioni critiche. A oggi risulta ancora isolata una frazione, i soccorsi stanno cercando di aprire vie di accesso per verificare lo stato di salute delle persone. Da quanto ci è stato riferito da quanti possono seguire i media, l’attenzione su questa situazione così surreale è praticamente nulla”. (Continua a leggere dopo la foto)






 



 

“Un papà con due figli, residenti nella frazione di Altavilla, ha tentato di uscire di casa per cercare una stazione di servizio alla ricerca di un gruppo elettrogeno. Uno dei ragazzi è tornato indietro per lanciare l’allarme, gli altri due sono rimasti vittime della bufera. Ci sono malati e feriti in condizioni gravi e persone di cui non abbiamo notizie da giorni perché hanno scelto di restare nella loro casa, magari vicino all’azienda agricola. Il nostro comune ha bisogno della massima visibilità possibile per poter riuscire a smuovere ulteriormente la macchina dei soccorsi”.

“Ecco come sono riusciti a salvarsi”. Il freddo, la mancanza di cibo, le macerie dell’Hotel Rigopiano travolto dalla slavina. Eppure c’è chi è riuscito a sopravvivere in condizioni estreme: il parere dell’esperto

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