“Sono nata una seconda volta”. Slavina Hotel Rigopiano, i racconti dei superstiti che spezzano il cuore. Il primo post di Giorgia che si è salvata insieme al fidanzato Vincenzo. Uniti da un incredibile destino


Hanno trascorso 58 interminabili ore immobili, senza mangiare, senza bere, al buio, succhiando ghiaccio per poter sopravvivere, e cercando solo di non impazzire. Un tempo infinito intrappolati tra le macerie del solaio dell’hotel Rigopiano che gli era crollato addosso, protetti da quella stessa neve che li aveva costretti lì sotto, con nient’altro da fare che sperare. C’era chi pregava, chi incoraggiava e c’era chi cercava di interpretare come il segno della salvezza imminente gli infiniti scricchiolii della notte. “Sono loro”, “vengono a prenderci”, “siamo salvi”, urlava di tanto in tanto qualcuno, prima di scoprire che, invece, quei rumori erano solo i rumori della struttura che cedeva lentamente sotto il peso della neve. Hanno pianto, litigato, ma soprattutto lottato con tutte le loro forze e alla fine, ce l’hanno fatta. Non tutti, però, solo i più fortunati. La storia dei fidanzati Vincenzo Forti e Giorgia Galassi è una di queste e il loro racconto è straziante e commovente al tempo stesso. (Continua a leggere dopo la foto)







“È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo”. Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti dell’hotel Rigopiano, ha raccontato all’amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. “Io sono rimasto senza scarpe – ha aggiunto – Indossavo i leggings che mi aveva prestato la mia fidanzata. In un attimo ci siamo ritrovati in tre in un metro quadrato. Ci siamo abbracciati, nutrendoci di neve. Poco distante si sentivano anche le voci di un altro ragazzo e dei bambini, con cui non è stato possibile comunicare. La paura è stata tanta e abbiamo pregato”.

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Quando la slavina ha travolto con tutta la sua devastante potenza l’Hotel Rigopiano Giorgia Galassi, 22 anni, stava sorseggiando un tè seduta su un divanetto di vimini, aspettando che fosse più chiaro se poter ripartire o meno. Un attimo dopo si è ritrovata sepolta dalla neve, ma lei e il suo fidanzato, Vincenzo Forti, sono tra le nove persone estratte vive dalla trappola di ghiaccio, sopravvissuti facendosi calore con gli abbracci e mangiando neve. La ragazza è rimasta lì sotto per quasi 58 ore. Venire fuori da quell’incubo è stato come nascere di nuovo, così come ha scritto nel primo post su Facebook pubblicato dopo la tragedia. “Volevo ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per me in questi giorni  – ha scritto la ragazza – è che mi sono state vicino con il pensiero… per me oggi è come una rinascita! Grazie a tutti “. 

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