“Aiutatemi!” Lasciata al freddo e al gelo fuori dall’ospedale: è minorenne ed è incinta: quando i medici la visitano scoprono l’atroce verità. Un dramma assurdo, Brescia sotto choc


 

Simo di fronte a qualcosa di inumano e indicibile. Quello che è racchiuso dentro questa storia è quanto di più assurdo e crudele si possa raccontare. Purtroppo la protagonista è una ragazzina. L’hanno prima violentata e poi abbandonata fuori dall’ospedale. È successo a Gavardo, in provincia di Brescia: la vittima è una ragazza incinta ancora minorenne, di 16 anni, in fuga dalla Nigeria e richiedente asilo. È stata trovata sola e infreddolita domenica pomeriggio, in preda ai dolori. Ora è sana e salva, per fortuna. Sulla vicenda indagano i carabinieri. Pare che la 16enne nigeriana sia stata abbandonata all’esterno del pronto soccorso. Sarebbe stata lasciata lì da qualcuno che è arrivato su un’automobile, poi fuggita a gran velocità. La giovane sarebbe stata ritrovata accasciata a terra: è stata subito ricoverata ed è ancora sotto osservazione nei reparti dell’ospedale gavardese. (Continua a leggere dopo la foto)







Una storia triste, la sua. In fuga da miseria e stenti, forse dalle persecuzioni di Boko Haram. Un viaggio infinito nel deserto, fino ad arrivare in Libia, il centro di smistamento dei profughi in fuga da guerre e non solo. Vi è rimasta a lungo, vari mesi. Proprio in Libia sarebbe stata violentata: oggi porta in grembo il figlio di quella violenza. Di nuovo in viaggio, sui barconi, prima di arrivare in Italia: è stata a Gela, in Sicilia, poi mandata al Nord. Ora si cerca di capire il perché fosse sola, e soprattutto chi abbia potuto abbandonarla così.

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Poco tempo fa, invece, era accaduto ad un’altra donna. Quando la pattuglia era arrivata all’interno del cortile della scuola dell’infanzia “Di Donato” in via Conte Verde 47 all’Esquilino, a Roma, i due militari assieme ad alcuni colleghi della polizia, avevano faticato non poco per allontanare due uomini da sopra una donna somala 33enne che urlava e piangeva, con solo il reggiseno addosso. “Aiutatemi, sono incinta – diceva la ragazza ai militari – ho paura per il mio bambino”. La giovane è stata poi aiutata a rivestirsi. L’ambulanza l’ha accompagnata in ospedale. I due stupratori, romeni ventinovenni, sono stati portati in caserma. La ricostruzione, agghiacciante, aggravata dal fatto che la giovane vittima della violenza era anche incinta di sette mesi.

 

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