“Morta con quella roba che prendeva per dimagrire”. Stroncata a 28 anni. Un malore improvviso e la vita di Maria Vittoria, giovane mamma di due bambini, si spegne. A ucciderla, dicono, una tragica fatalità ma…


 

Un malore che non le ha lasciato scampo, strappandola alla vita troppo presto. Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità quella della bella Maria Vittuozzo, una donna di 29 anni anni morta improvvisamente. Probabilmente si è trattato di infarto o arresto cardiaco. Tutto in pochi attimi. Tutto troppo drammaticamente e in fretta. La 29enne era originaria di Casandrino ma dopo il matrimonio si era trasferita ad Orta di Atella. Si era sentita male mercoledì sera. Era a casa alle ore 21 quando ha accusato un malore. Ha iniziato a sentirsi male ed è stata trasportata all’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. I medici e sanitari hanno provato a salvarle la vita. Tutto inutile. Il suo cuore si è fermato. Maria Vittuozzo lascia un marito e due figli e un intero paese in lacrime per una morte inaspettata e troppo dolorosa. Non si esclude che a provocare il malore fatale siano state delle pillole dimagranti prescritte alla donna da una dietologa, come riporta il sito Il Meridiano. (Continua dopo la foto)






Un dolore straziante, sintetizzato dalle parole di un’amica sulla bacheca Facebook della ragazza: “Ci sono dolori che non si possono né evitare né cancellare. Esistono. Possiamo solo affrontarli, e cercare di fare di tutto affinché non ci devastino. Ma talvolta ci vuole tanto tempo. E non basta fare “come se” niente fosse successo perché la vita continui come prima. Perché, spesso, niente può più essere come prima, e si deve pian piano riuscire ad organizzare la propria vita in modo diverso”.

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E poi ancora: “Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre, è difficile imparare a vivere con quel vuoto profondo che si spalanca all’improvviso. E non basta semplicemente voltare pagina. Non basta ripetersi che la vita continua e che non serve a nulla piangere. Non basta imporsi di non pensarci… Quel vuoto è lì. Come una ferita profonda. Che pian piano cerchiamo di far cicatrizzare… Anche se alcune ferite non si cicatrizzano mai completamente…”.

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