Caso Sarah Scazzi, a quasi 7 anni dal barbaro omicidio della 15enne di Avetrana, ecco cosa sta succedendo a Ivano Russo, il ragazzo di cui si era innamorata


 

Avetrana, si apre un nuovo capitolo nel processo sull’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa e gettata in un pozzo-cisterna il 26 agosto del 2010 per il quale sono già state condannate all’ergastolo in primo e in secondo grado la cugina, Sabrina Misseri, e sua madre Cosima Serrano. Il gup del tribunale di Taranto, Vilma Gilli, ha infatti rinviato a giudizio dodici imputati, accusati a vario titolo di falsa testimonianza, false informazioni al pubblico ministero, calunnia e autocalunnia nell’ambito delle indagini sul delitto di Sarah. Il processo bis, che inizierà il prossimo 3 aprile, è stato fissato di fronte al giudice monocratico Fulvia Misserini, che dovrà astenersi poiché giudice a latere della Corte d’assise nel processo di primo grado per l’omicidio della quindicenne. E a dover rispondere di false informazioni al pm e falsa testimonianza alla Corte d’Assise c’è Ivano Russo, ovvero il giovane di Avetrana di cui sia Sarah che la cugina Sabrina si sarebbero invaghite e che si sarebbero quindi contese. (Continua a leggere dopo la foto)

 







A Ivano viene contestato il reato di false informazioni al pubblico ministero e quello di falsa testimonianza alla Corte d’assise. Tra l’altro, come si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno, Ivano ha sempre sostenuto di aver trascorso in casa la giornata di quel 26 agosto, almeno fino al tardo pomeriggio, quando poi è andato a lavorare sulla litoranea. Agli atti dell’indagine c’è il verbale di un super testimone che invece colloca Ivano Russo fuori dalla sua abitazione proprio intorno all’ora di pranzo, ovvero quando la Scazzi sarebbe stata uccisa. Sul punto, ovvero sulla permanenza in casa di Ivano, una contestazione specifica per falsa testimonianza e false informazioni al pubblico ministero viene formulata anche a sua madre Elena Baldari, al fratello Claudio Russo e all’allora fidanzata Antonietta Genovino.

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Tra gli altri undici imputati c’è anche il padre di Sabrina e zio di Sarah, Michele Misseri, e condannato a otto anni di carcere per soppressione di cadavere. Zio Michele deve rispondere di autocalunnia perché si accusò dell’omicidio di Sarah per coprire la figlia Sabrina. E ancora Maurizio Misseri, figlio di Carmine Misseri, accusato di falsa testimonianza, l’imprenditore Giuseppe Olivieri, accusato di falsa testimonianza e calunnia nei confronti dei carabinieri; Alessio Pisello, con l’accusa di falsa testimonianza; Anna Scredo, cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, anche lei accusata di falsa testimonianza; Dora Serrano, sorella di Concetta e Cosima, che dovrà rispondere di false informazioni al pubblico ministero, falsa testimonianza dinanzi alla Corte d’assise e calunnia contro i carabinieri; e, infine, Giuseppe Serrano, altro fratello di Concetta (la mamma di Sarah) e Cosima, accusato di calunnia contro i carabinieri e falsa testimonianza. Il processo bis, come detto, si aprirà il prossimo 3 aprile.

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