La scuola italiana della santona indiana? 6mila euro per un vero lager…


Un collegio abusivo. A Cabella Ligure, sulle montagne del basso Alessandrino, scoperti 60 bimbi provenienti da ogni parte d’Europa, in una scuola-convitto ispirata ai principi del “Sahaja Yoga”. Come racconta Repubblica, i piccoli tra i 6 e gli 11 anni erano stati affidati alla struttura dai genitori ed erano ospitati in “condizioni di degrado“, come spiega la Procura torinese dei minori, e senza alcuna autorizzazione. Sotto accusa famiglie benestanti, che pagano una retta di 6250 euro l’anno.

Le famiglie avevano scelto di affidare la crescita dei figli a una comunità ispirata allo Sahaja Yoga, il metodo di meditazione scoperto dalla “santona” Shri Mataji Nirmala Devi, con seguaci in tutto il mondo. Da mezza Europa decine di genitori erano arrivate a Cabella Ligure, piccolo centro di 580 anime dell’Alessandrino, dove nel 2009 la fondatrice indiana (morta a Genova nel 2011) si era stabilita per aprire la seconda scuola al mondo, dopo quella in India, ispirata al suo metodo di meditazione.

Finché la Procura dei minori di Torino ci ha messo le mani: la struttura era abusiva e quindi sono stati avviate le procedura di adottabilità per 59 bambini. “Non siamo stati mossi da alcun intento discriminatorio — ha precisato il procuratore dei minori del Piemonte, Annamaria Baldelli — né contestiamo i metodi educativi o gli insegnamenti religiosi che si trasmettono nella comunità. Quello che per noi conta è la totale mancanza di rispetto delle regole che abbiamo riscontrato. Per quanto certi genitori possano aver agito in buona fede, non potevano non accorgersi della situazione di degrado in cui vivevano i bambini”.

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