Sciopero dei benzinai, distributori a secco dal 31 marzo al 1 aprile. Ecco dove e come


 

Inizia a mezzanotte, proseguendo per le successive 48 ore, lo sciopero nazionale già proclamato dalle organizzazioni di categoria dei gestori delle aree di servizio autostradali, Faib Confesercenti, Fegica Cisl ed Anisa Confcommercio. L’iniziativa, che fa seguito a quella del 4 e 5 marzo scorso, viene attuata a sostegno della vertenza aperta dalla categoria “contro i privilegi e le rendite di posizione assicurate ai concessionari autostradali” e “per ottenere l’abbattimento dei prezzi dei carburanti”. L’agitazione – spiegano le organizzazioni – è anche per “la tutela del servizio pubblico. Con il medesimo obiettivo, – aggiungono – questa mattina i legali di Faib, Fegica e Anisa hanno depositato presso il Tar del Lazio il ricorso teso ad impugnare l’Atto di indirizzo firmato il 29 gennaio di quest’anno dai Ministri Lupi e Guidi. Domani 31 marzo, alle ore 17.30, nel pieno del primo dei due giorni di sciopero previsti, le organizzazioni di categoria risponderanno alla convocazione del Ministero dello sviluppo economico giunta alla fine della scorsa settimana.

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A giudizio dei gestori, infatti, il ministero delle Infrastrutture e quello dello Sviluppo economico, “invece di farsi promotori di una decisa iniziativa tesa a razionalizzare la rete distributiva e migliorarne gli standard di servizio offerto all’utenza, consentono ai concessionari di eliminare anche la semplice assistenza attraverso la completa automazione”. Allo stesso modo, “nessun intervento correttivo viene previsto e adottato per eliminare quella vera e propria soprattassa che i concessionari impongono sui servizi prestati in autostrada e che, ad esempio, pesa sui prezzi dei carburanti per 18 cent ogni litro venduto all’automobilista, aumentata del 1400% nel giro di sei anni. Se i concessionari fossero ricondotti nell’alveo delle regole e della semplice ragionevolezza, esaurendo le loro pretese con i pedaggi che invariabilmente aumentano al 1° gennaio di ogni anno, e quindi fosse azzerato il peso delle royalty sui carburanti e razionalizzata la rete – così come chiedono i gestori – il prezzo di benzina e gasolio venduti in autostrada potrebbe scenderebbe immediatamente tra i 16 ed i 20 centesimi di euro”. Resteranno quindi chiusi dalla mezzanotte di martedì 31 marzo e fino alle ore 24 di mercoledì 1 aprile i gestori delle aree di servizio che attueranno uno sciopero di 48 ore su tutta la rete autostradale nazionale.

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