Antiterrorismo, dietrofront del governo: non si potranno spiare i computer degli italiani


 

Allarme privacy rientrato. Per adeguare la legislazione italiana alle nuove guerre che si combattono nel cyberspazio o alla repressione dei crimini perpetrati attraverso gli strumenti che Internet mette a disposizione era stato pensato di riformulare l’articolo 266-bis, comma 1 del codice di procedura penale, introducendo per la prima volta la possibilità di spiare dentro il computer di ogni singolo cittadino sospettato di qualsiasi reato e non solo di quelli di matrice terroristica. E questo avrebbe fatto dell’Italia il primo paese europeo a rendere legale in maniera esplicita e in via generalizzata l’autorizzazione alle “remote computer searches” e all’utilizzo di software occulti da parte dello Stato per indagare tutti i reati “commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche. Sul punto c’erano anche i dubbi del Garante della privacy, oltre che di diverse organizzazioni a difesa dei diritti individuali. Poi l’intervento del governo: Matteo Renzi ha chiesto e ottenuto lo stralcio dal ddl antiterrorismo del passaggio che consente di frugare nel computer dei cittadini. Un tema delicato e importante, spiegano fonti dell’esecutivo , che verrà affrontato in maniera più complessiva nel provvedimento sulle intercettazioni già in esame in Commissione.

Antiterrorismo, con la nuova legge lo Stato potrà spiare nei computer di tutti gli italiani