Coppia uccisa in auto, “si erano cacciati in un grosso guaio”. E poi arriva il killer professionista…


 

C’è una quasi certezza nelle indagini relative al duplicie omicidio di Pordenone: Trifone Ragone e Teresa Costanza sono stati ammazzati da un killer professionista mentre rimane ancora oscuro, però, il movente. Per l’esecutore materiale dell’assassinio si cerca una persona che abbia una straordinaria dimestichezza con le armi, un assassino freddo e spietato, capace di centrare nel giro di un paio di secondi entrambe le sue vittime al capo. Una esecuzione in piena regola, insomma. Perché? Gli investigatori affermano che per risolvere il rebus bisogna capire “in quale grosso guaio si erano cacciati questi due ragazzi”.

Un killer ritenuto abile per il tipo di arma che ha utilizzato e per la capacità di diventare invisibile prima e dopo l’agguato. “La 7.65, proprio perché di uso comunissimo è anch’essa anonima – spiegano gli investigatori – e non ha una storia: a questo punto dovremmo probabilmente ribaltare il punto di vista e analizzare chi possa essere in grado, con uno strumento così poco efficace e impreciso, di essere quasi infallibil”. Insomma, il caso dei due ragazzi scuote una città apparentemente tranquilla che chiede, cerca e vuole verità. Quella che, a detta degli inquirenti, va ricercata in una sorta di vita “parallela” dei due.

Coppia uccisa a Pordenone, mistero sulla vita “segreta” di Teresa tra bellezza e locali notturni