Schianto aereo con a bordo la squadra del “Chape”, la polizia diffonde uno scioccante filmato dei primi soccorsi dopo la tragedia: il viso sporco di terra e segnato dal terrore di uno dei sopravvissuti


 

La polizia colombiana ha divulgato un video che mostra i drammatici momenti dei soccorsi alle vittime dellla sciagura aerea di quattro giorni fa nei pressi di Medellin dove è morta tutta la squadra brasiliana della Chapecoense. Nelle immagini è possibile vedere la disperazione del tecnico di volo Erwin Tumiri, uno dei sei sopravvissuti dell’incidente. L’agente colombiano Willingtong Rodriguez, uno dei primi a giungere nel locale dello schianto, cerca di tranquillizzarlo, ma l’uomo appare confuso. “Le fa male lo stomaco?”, domanda il poliziotto. “No, solo le braccia e la schiena”, risponde Erwin. Immobilizzato sulla tavola spinale, il boliviano chiede dei suoi colleghi: “Dove sono Alex, Angel, David?”. L’agente cerca allora di calmarlo, ma Tumiri inizia a piangere, afflitto: “Il mio equipaggio…”. Manca solo l’ufficialità ma sembra ormai quasi certo che la tragedia aerea di Medellin sia stata causata dalla mancanza di carburante e dalla decisione del comandante del volo LaMia 2933 di cambiare all’ultimo momento il piano di volo, saltando il previsto scalo a Bogotà per fare rifornimento. (Continua a leggere dopo la foto)



“Possiamo affermare chiaramente che l’aereo era senza carburante al momento dell’impatto. Una delle ipotesi su cui lavoriamo è che il carburante sia finito in volo e abbia fatto spegnere i motori, provocando un’avaria elettrica” ha detto Freddy Bonilla, responsabile colombiano per la sicurezza aerea. Dalla torre di controllo si precisa intanto che “è stato fatto il possibile”. Tutto quello che “umanamente è possibile e tecnicamente obbligatorio, ma sfortunatamente i miei sforzi sono stati infruttuosi”, ha spiegato Yaneth Molina, la donna che nella notte della sciagura era in contatto con il comandante del volo, Miguel Quiroga. E che ora, come prevede la procedura, è stata sospesa e sarà sottoposta ad un percorso di psicoterapia. A bordo dell’Avro Regional Jet 85, l’unico velivolo in grado di viaggiare della piccola compagnia di charter boliviana la cui licenza di volo è stata sospesa oggi a tempo indeterminato, c’erano 76 persone, tra cui giocatori, tecnici e dirigenti della squadra di calcio brasiliana della Chapecoense. Solo sei sono sopravvissuti, tutti ricoverati in ospedale ma fuori pericolo. 

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Secondo il Ceo della LaMia, Gustavo Vargas, il comandante Miguel Quiroga, che era anche proprietario della compagnia aerea, ha modificato il piano di volo stabilito, che prevedeva un rifornimento di carburante a Bogotà. La stampa colombiana avanza anche l’ipotesi che il pilota non abbia voluto dichiarare in tempo utile alla torre di controllo dell’aeroporto di Medellin di essere rimasto senza carburante nel timore della revoca della licenza di volo, in quanto stava violando le norme internazionali sulle scorte di carburante. “Ma si può rischiare la propria vita e quella degli altri per paura della sospensione o del ritiro della licenza?”, si è chiesto il responsabile dell’aviazione civile colombiana, Alfredo Bocanegra. Le vere cause della tragedia si conosceranno solo al termine dell’esame delle due scatole nere del quadrimotore di fabbricazione britannica, in servizio da 17 anni, ma intanto in Brasile è scoppiata la polemica dopo che un sito ha rivelato che la Confederazione di calcio sudamericana (Conmebol) avrebbe fatto pressioni sulle società di calcio affinché viaggiassero con la LaMia per gli spostamenti in Sudamerica. A bordo dell’aereo precipitato hanno volato di recente anche le nazionali di Bolivia, Venezuela e Argentina. Si è intanto concluso oggi il riconoscimento di tutte le 71 vittime e quelle brasiliane saranno rimpatriate tra venerdì e sabato a bordo di aerei dell’aeronautica militare. I funerali saranno celebrati nell’Arena Conda’, lo stadio della Chapecoense, alla presenza del capo dello stato, Michel Temer, del presidente della Fifa, Gianni Infantino, del ct della Selecao, Tite, e di numerose stelle del calcio brasiliano. 

 

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