Quando essere felici a Teheran è un reato


Happy, la canzone di Pharrell Williams candidata agli Oscar 2014, grazie agli innumerevoli remake girati in tutte le città del mondo da ragazzi che la ballano mostrando scorci dei luoghi in cui vivono, è diventata un simbolo universale di felicità. Ovunque tranne che in Iran. A Teheran i sei ragazzi che si sono resi protagonisti del video sono stati arrestati per aver “offeso la castità pubblica” contravvenendo alla rigida legge della sharia che vige nel paese da quando il partito religioso conservatore ha preso il controllo in seguito alla rivoluzione iraniana del 1979, trasformando la millenaria monarchia persiana in una Repubblica islamica. Postato su YouTube il 19 maggio, il filmato nella fase finale recita così: «Happy è un pretesto per essere felici. Ci siamo divertiti in ogni momento nel corso della realizzazione. La speranza regala un sorriso sul nostro volto». Il video, intitolato Happy we are from Teheran, è riuscito comunque a passare tra le maglie della censura e continua a circolare impazzando per la rete. Subito è nato anche l’immancabile hashtag #FreeHappyIranians, che chiede la liberazione dei sei ragazzi (che pare siano attori che stavano preparando un’audizione), al motto di «Liberate gli iraniani felici».

 

 

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