Un video commovente. Hanno perso la mamma e il loro pianto è straziante. Per i tre cuccioli di rinoceronte la vita è dura e in pericolo costante. Ecco cosa li aspetta


 

Un video che tocca il cuore, quello pubblicato da Working With Rhinos, un gruppo di volontari che in Sud Africa si batte per la tutela di questi animali che vengono catturati e uccisi, in particolare, per il guadagno che si trae dal commercio del loro prezioso corno d’avorio. Nelle immagini, si vedono tre cuccioli di rinoceronte, che hanno perso la madre uccisa dai bracconieri, e che sono stati portati nel Care for Wild Africa Rhino Sanctuary, dove vengono sfamati e accuditi insieme ad altre decine di rinoceronti rimasti orfani. I tre cuccioli vengono nutriti con del latte dai custodi attraverso una recinzione e poi si mettono a piangere quando finisce, il video è molto toccante. I rinoceronti sono a rischio ogni giorno, nonostante vivano in diversi parchi nazionali africani. Tutta colpa dei bracconieri che li cacciano illegalmente.
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Purtroppo la sorte di questi tre cuccioli non è così infrequente in Sud Africa. Il massacro di questi splendidi animali nello stato africano è una piaga che viene con costanza combattuta. Nel 2015 i bracconieri hanno ucciso circa 1.175 rinoceronti in Sudafrica. E anche se il numero registra un leggero calo rispetto all’anno precedente, quando gli animali uccisi furono 1.215, la situazione continua a essere preoccupante, in particolare nel territorio di confine tra il Sud Africa e il Mozambico.

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Per cercare di porre rimedio a questa mattanza e per proteggere gli animali, i governi dei due Paesi hanno firmato un accordo volto a tutelare la biodiversità della regione. La caccia al rinoceronte sudafricano è cresciuta negli ultimi anni per via del mercato dei corni, venduti a peso d’oro in Asia, soprattutto in Vietnam, dove sono ricercati come rimedi per la medicina tradizionale. Le campagne mediatiche non hanno avuto effetto. Tutt’altro, considerando che oltre mille rinoceronti sono rimasti uccisi nel 2015, rispetto ai 13 del 2007 in Sudafrica, dove si concentra l’80% degli esemplari di tutto il mondo.


 

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