“Solo da 23 anni”. È l’ultimo uomo della tribù: il video del ‘sopravvissuto’


 

Seminudo, taglia i rami di un albero con un’ascia. È stato ripreso dai ricercatori del Funai – l’ente che si occupa di tutelare le comunità indigene dell’Amazzonia – l’unico sopravvissuto di una tribù, composta da sei persone, sterminata da alcuni agricoltori nel 1995.  Altair Algayer, coordinatrice regionale di Funai, spiega che non è mai stato filmato così chiaramente prima. “Sta molto bene, caccia, si prende cura di alcune piantagioni di papaia e mais”, ha detto la coordinatrice che era con la squadra che ha realizzato il filmato di nascosto nella foresta. Conosciuto come “l’uomo indigeno nel buco”, si ritiene che sia l’unico sopravvissuto di una tribù isolata. Caccia cervi, uccelli e scimmie con arco e frecce e con trappole nascoste in buchi. La sua tribù è stata sterminata e cacciata dalla foresta negli anni ’70 e ’80 con l’arrivo di contadini e speculatori. Si ritiene che l’uomo sia l’unico sopravvissuto di un gruppo di sei persone uccise durante un attacco da parte degli agricoltori nel 1995. (Continua a leggere dopo la foto)







È stato localizzato per la prima volta nel 1996 ed è stato monitorato da Funai da allora. Il suo volto era stato mostrato precedentemente nel 1998 nel documentario brasiliano “Corumbiara”. L’agenzia Funai evita contatti con gruppi isolati e protegge l’area dagli anni ’90. La riserva indigena di Tanaru è stata legalmente istituita nel 2015. Asce, machete e semi tradizionalmente piantati da popolazioni indigene sono stati lasciati all’uomo, ma come riferisce Algayer l’indigeno non vuole nulla a che fare con la società. (Continua a leggere dopo la foto)




Il compito della FUNAI è garantire che i loro diritti, stabiliti dalla Costituzione brasiliana e dallo Statuto dell’Indio, siano rispettati. La sua è un’attività ad ampio raggio e può arrivare anche alla contestazione di iniziative o documenti come ‘Hakani’, il controverso film dei missionari evangelici che invoca l’intervento delle autorità nelle comunità indigene. L’Unità è stata fondata da Sydney Possuelo, che era stato testimone della morte e delle malattie provocate dalle missioni governative che cercavano di contattare le tribù isolate. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Prima dell’esistenza della FUNAI, il suo ruolo era affidato al Servizio governativo per la protezione dell’Indio (SPI), fondato nel 1910. Il logo ufficiale del FUNAI. Il suo obiettivo era proteggere gli Indiani integrandoli nella società “dominante”, eliminando la diversità culturale e liberando le loro terre. Nonostante i suoi limiti, la creazione di quell’organismo introdusse un cambiamento significativo, perché tolse alla Chiesa il monopolio dell’“assistenza” ai popoli indigeni.

Hanno ucciso anche Eusebio, un altro martire che voleva salvare l’Amazzonia

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