“Oddio”. Terrore nel teatro italiano: è spuntato dal video della sicurezza. Gli operai si accorgono di quella ‘presenza’ e restano senza fiato 


 

Suggestione, effetto ottico o semplice svista. Il teatro non è a Parigi, come ne Le Fantôme de l’Opéra, il romanzo del 1910 di Gaston Leroux), ma solo a San Severo. Però, in questo caso, ci sono le immagini. Perché il presunto fantasma che si aggira sui palchi del Verdi è stato ripreso dalle telecamere a infrarossi, dando una spiegazione ai rumori che da tempo i dipendenti giurano di sentire nel piccolo teatro pugliese. Chi lavora nel Teatro Verdi di San Severo giura che quella figura che si aggira sul palchetto, non possa essere una persona, dato che chi era presente nel teatro in quel momento era da tutt’altra parte. Una figura vestita di bianco è stata ripresa dalle telecamere a infrarossi, mentre i dipendenti del teatro giurano che da qualche tempo tra i corridoi della struttura si sentirebbero rumori strani senza un’apparente giustificazione. Suggestione? La registrazione è del 26 giugno: mentre due tecnici parlano tra loro, una figura vestita di bianco (e come, se no) sbuca nel palchetto numero 7, si rende conto di non essere sola e dopo pochi secondi scompare. (Continua a leggere dopo la foto)



Il teatro comunale Giuseppe Verdi di San Severo è la massima sala teatrale di Capitanata nonché il terzo teatro all’italiana della Puglia dopo il Petruzzelli di Bari e il Politeama Greco di Lecce. Erede del Teatro Real Borbone, una struttura da oltre quattrocento posti inaugurata nel 1819 e chiusa nel 1927 (a sua volta erede del primo teatro pubblico cittadino, quello settecentesco del Decurionato), il Teatro Comunale del Littorio (questa fu la sua prima denominazione) venne costruito su progetto di Cesare Bazzani e rientra a pieno titolo nella politica di grandi opere perseguita dal regime fascista. I lavori, iniziati nel 1929, terminarono nel 1936. (Continua a leggere dopo la foto)


L’edificio, di pianta quasi trapezoidale, è sorto sul vasto giardino del monastero delle Benedettine, in zona centralissima. Gli eleganti e imponenti prospetti esterni, di chiaro stile neoclassico, s’imposero prepotentemente su corso Garibaldi (la facciata) e sul Giro Esterno (il fianco sinistro), divenendo immediatamente un importante punto di riferimento per la città. Il Teatro, nato con una capienza di 1600 posti (420 in platea, 600 nei palchi e 580 in galleria), è stato inaugurato il 9 dicembre 1937 con Andrea Chénier di Umberto Giordano, protagonista Rosetta Pampanini. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Dopo la caduta del fascismo, il Teatro fu chiamato semplicemente Comunale. Nel 1975 fu ufficialmente dedicato a Giuseppe Verdi. Chiuso per i lavori di restauro degli interni nel 1987, è stato riaperto nel 1991 (ma restano tuttora incompiuti i lavori di sistemazione del quinto ordine) con una drastica, e in parte ingiustificata, riduzione della capienza, derivata dalla esagerata diminuzione delle poltrone in platea, dall’immotivata chiusura dei palchi di proscenio, dal limite di quattro ingressi per palco, dalla radicale risistemazione della prima galleria e dalla totale impraticabilità della seconda, interventi che derivarono dall’applicazione di principi assai più severi delle norme previste dalle odierne leggi sulla sicurezza.

“C’è un fantasma”. Il parco giochi è deserto, le altalene sono immobili, neanche un filo di vento. Poi, di colpo, accade “quella” cosa, da infarto. Questo è il video (virale) che sta seminando terrore