Fanno sesso orale in strada, lui riprende tutto e pubblica il video che, manco a dirlo, diventa virale. Ora, però, la vicenda ha preso una piega pessima: tutti in tribunale e…









Vi ricordate (oramai) il famoso motto: “Stai facendo un video? Bravo“. Beh, quella frase tratta da un video girato da una coppia appartata intenta a consumare un rapporto sessuale orale, era diventata virale nel giro di qualche giorno, medesima sorte il porno fatto in casa. E in poco tempo della protagonista femminile del video cominciò a circolare nome, cognome e foto prese da Facebook. Ma la donna ha sporto denuncia e ieri, 27 agosto, ad Aversa si è tenuta la prima udienza davanti al giudice. Secondo quanto riportato da Fanpage.it il legale della ragazza ha detto al giudice che la sua assistita avrebbe subito conseguenze pesantissime dopo che il video è diventato virale e tutta la storia è finita addirittura sui giornali: “È depressa e ha istinti suicidi. Ha tentato di buttarsi giù dal balcone”. E ancora: “Piange continuamente, soffre di attacchi di panico, non può più uscire liberamente di casa”. […] Lui è rimasto più o meno nell’anonimato. Lei, invece, è diventata un personaggio pubblico. Ed è ridotta psicologicamente male, a detta del suo avvocato.

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Ora, però, ha intenzione di rivalersi e trascinare in tribunale contro chi, mettendo online non solo il video in questione ma anche nome cognome e altre foto “normali”, rubate da Facebook, gli ha, secondo i suoi legali, rovinato la vita. Attraverso i suoi legali, la donna ha presentato un ricorso d’urgenza chiedendo l’immediata rimozione del video – e di tutti gli articoli correlati – dai siti che l’hanno pubblicato citandola per nome e cognome. Nella decina di pagine del ricorso vengono spiegati, chiaramente, i motivi alla base dell’urgenza. Secondo i difensori della protagonista del video, dopo la diffusione del filmato la donna ha avuto un crollo psicologico “È stata – si legge nel ricorso che Fanpage.it ha potuto leggere – oggetto di derisioni, prese in giro, ingiurie; non può più uscire liberamente di casa […] si è rifugiata presso una amica fuori Napoli e deve avvalersi dell’aiuto di persone care per acquistare generi alimentari, prodotti personali […] non va più in palestra, in ristoranti, in negozi, ha perso tutte le sue amicizie, non viene più invitata a feste, cene, occasioni sociali, soffre di attacchi di panico, stati d’ansia, piange continuamente”.

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E, cosa molto importante, viene messo nero su bianco che la trentenne ha “tentato di buttarsi giù dal balcone”. All’udienza era presente un rappresentante di Google Italia mentre Facebook – a cui è stato chiesto l’oscuramento di alcune pagine – non ha inviato nessun rappresentante. Le ipotesi di reato: violazione della privacy, abuso d’immagine, diritto d’autore, violazione del diritto all’oblio oltre che il danno alla reputazione e al decoro della persona. La discussione è rimandata al prossimo novembre. Solo lì potremmo vedere come si evolverà la situazione.

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