”Bravo!”. Hotel Rigopiano, un urlo liberatorio, gli applausi che rompono il silenzio assordante e le lacrime. Le immagini commoventi del salvataggio del bambino e la forza dei vigili del fuoco: ”Sentivamo le loro voci e non ci siamo arresi”


 

Otto persone sono state estratte vive dalle macerie dell’hotel Rigopiano di Farindola, dopo 42 ore dalla valanga che ha distrutto l’albergo. Gli uomini del soccorso li hanno individuati nella zona delle cucine sotto un solaio. Tra i sopravvissuti ci sono due bambini, tre donne e tre uomini. Nel gruppo anche una mamma e sua figlia: “Appena ci hanno visto erano felicissime e non sono riuscite a parlare. Dagli occhi si capiva che erano sconvolte positivamente per averci visto”, ha raccontato il vice brigadiere del soccorso alpino della Guardia di finanza Marco Bini. “Le abbiamo trovate nel vano cucina, e poi abbiamo salvato le altre persone”, ha detto Bini. Il primo contatto con il gruppo è stato poco dopo le 11. I sopravvissuti, per restare vivi hanno acceso il fuoco e sono riusciti a trovare anche qualcosa da mangiare. Hanno raccontato i soccorritori che si sentiva puzza e c’era fumo che usciva. I sopravvissuti sono stati portati in ospedale a Pescara e L’Aquila. Si sono salvati rifugiandosi in un solaio di un locale cucina dove , sembra, sono riusciti ad accendere un fuoco per scaldarsi. (Continua a leggere dopo la foto)







Secondo le prime testimonianze sono stati individuati grazie al fumo.”Bastava guardarli in faccia per capire cosa avevano passato” ha raccontato il finanziere Marco Bini che ha portato in salvo mamma e figlia. ”Probabilmente oltre ad accendere un fuoco avevano qualcosa da mangiare con loro, mentre noi stavamo scavando questo varco loro ci sentivano. La speranza ora è quella di ritrovare altre persone in vita anche se non abbiamo avuto altri segnali o sentito rumori” ha concluso. La zona viene sorvolata ancora dagli elicotteri. i soccorritori non demordono: ”Abbiamo la speranza di trovare altri vivi. Potrebbero esserci altre sacche d’aria” ha detto il vice brigadiere della Finanza, Marco Bini, spiegando che dal ”varco che ci siamo creati ci spostiamo all’interno dell’albergo Rigopiano, ma è molto difficile andare avanti perché pericoloso”.

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”È stato bellissimo, non credevano ai loro occhi e ci abbracciavano”, ha raccontato il soccorritore che però avverte: “Più di tanto non si può andare avanti perché c’è il rischio che parti della struttura possano crollare”. E con l’aumento delle temperature “aumenta il rischio di nuove slavine, un rischio particolarmente elevato nell’area – ha spiegato Bini – dietro l’albergo che rimane molto pericolosa”. Il vice brigadiere delle fiamme gialle ha confermato che sono state ritrovate prima sei e poi altre due persone.

“Dovevo essere lì…”. All’interno dell’hotel Rigopiano doveva pernottare anche lui. “Sono scampato per miracolo alla tragedia ma sono disperato per il mio caro amico”. La vicenda choc del noto cantante è struggente: “Ora temo il peggio”

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