Caravaggio, ritrovata la “Maddalena” autentica. Era col pittore al momento della morte


Uno scoop del quotidiano la Repubblica che è un vero colpo di scena artistico e storico. La Maddalena in estasi di Caravaggio, il dipinto sparito nel nullaato ritrovato. Quello vero, originale. Lo stesso, per intenderci, che Michelangelo Merisi aveva sulla barca in direzione Porto Ercole,il suo ultimo viaggio. Ci sono almeno otto esemplari in giro per il mondo, ma solo uno è autentico. Mina Gregori, la massima studiosa di Caravaggio, l’ha scoperto in una collezione europea. La testa abbandonata all’indietro, gli occhi semichiusi, la bocca appena aperta, le spalle scoperte, le mani giunte, i capelli sciolti, il bianco della veste e il rosso del manto. Mina Gregori è sicura: “L’incarnato del corpo di toni variati, l’intensità del volto. I polsi forti e le mani di toni lividi con mirabili variazioni di colore e di luce e con l’ombra che oscura la metà delle dita sono gli aspetti più interessanti e intensi del dipinto. È Caravaggio”.

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Il quadro appartiene a una famiglia europea che vuole rimanere anonima e che informa di non avere intenzione di metterlo sul mercato. L’olio su tela, che misura 103,5 cm x 91,5, nasconde un altro indizio: dietro il dipinto c’era un foglietto con grafia seicentesca che recita: “Madalena reversa di Caravaggio a Chiaia ivi da servare pel beneficio del Cardinale Borghese di Roma”. Secondo la Gregori: “Questo documento conferma in modo definitivo l’identificazione e l’attribuzione del quadro”. Ecco la storia del dipinto. La barca su cui viaggiava il pittore conteneva tre tele: due San Giovanni e la Maddalena di cui si persero le tracce. Caravaggio muore il 18 luglio 1610, dopo l’approdo a Porto Ercole. In una lettera di qualche giorno dopo — il 29 luglio — ritrovata solo nel 1994 da Vincenzo Pacelli nell’Archivio Segreto Vaticano, Diodato Gentile, vescovo di Caserta e Nunzio Apostolico del Regno di Napoli, scrive al cardinale Scipione Borghese, grande collezionista e protettore di Caravaggio. Gentile informa Borghese della morte dell’artista e della “feluca”, la barca su cui viaggiava il pittore, che conteneva tre quadri “di S. Giovanni e la Maddalena”. Morto Caravaggio, l’imbarcazione fa rotta verso Napoli e le ultime tre opere di Merisi vengono date in custodia a Costanza Colonna, la marchesa amica del pittore che abita proprio nel quartiere di “Chiaia” a cui si fa riferimento nel biglietto sul retro della Maddalena ritrovata adesso. La nobildonna ha il compito di fare arrivare a Borghese le tele. Una, forse, giungerà a destinazione: secondo gli storici, è il San Giovanni esposto alla Galleria Borghese. Dell’altro San Giovanni si perdono le tracce. La Maddalena, invece, per Mina Gregori, è proprio questa.

Caravaggio, fotografo prima della fotografia